mercoledì 18 febbraio 2015

Le mode che non tramontano: il trench

Che cosa abbiamo in comune il tenente Colombo, il commissario  Clouseau, Antonio di Pietro e il tenente Sheridan è presto detto: sono tutti uomini che in qualche modo hanno a che fare con la giustizia. Ma ad accomunare fra loro questi personaggi c’è anche un mitico capo d’abbigliamento, il trench, o meglio il trench-coat, un capo impermeabile con cintura che spesso sostituisce il cappotto.
Il trench Burberry
Eppure il trench moderno non nasce di certo ispirato all’abbigliamento poliziesco, ma su imitazione di quello dell’esercito inglese.
Il nome, infatti, in inglese significa “cappotto da trincea” e molte sono le caratteristiche che sono rimaste dal modello militare originale: le spalline, l’allacciatura a doppio petto, il sottogola, la cintura e la falda triangolare sovrapposta all’allacciatura.
Humphrey Bogart in Casablanca
Il primo capo venne realizzato dalla ditta Burberry nel 1901, su commissione del Ministero della guerra inglese, che intendeva realizzare un capo a metà strada tra l’impermeabile d’ordinanza e il cappotto militare. Realizzato in garardina, protegge più dalle intemperie che dal freddo, e viene indossato quindi sopra la giacca o il blazer.
Peter Sellers nella Pantera Rosa
La fortuna del trench si deve comunque soprattutto agli attori di Hollywood che l’hanno indossato e reso famoso: lo indossava Humphrey Bogart nel film Casablanca, Michael Caine in Vestito per uccidere, Donald Sutherland in La cruna dell’ago.
Per non parlare di Peter Falk nel Tenente Colombo, Peter Sellers nella serie della Pantera Rosa, Alain Delon in Tony Arzenta e Ubaldo Lay nel Tenente Sheridan.

domenica 1 febbraio 2015

Il momento giusto per salare la pasta

Salare a freddo, salare poco prima che l’acqua bolle, salare prima o dopo di buttare la pasta… Le voci sul momento giusto per salare l’acqua per cuocere la pasta sono molteplici.
Il problema nasce da una caratteristica chimica dell’acqua, che con il sale di trasforma in una soluzione che bolle a una temperatura diversa. Ecco perché si consiglia di salare l’acqua appena prima dell’ebollizione.
La differenza di temperatura per il punto di ebollizione tra acqua salata e acqua dolce dipende dalla concentrazione di sale, abbinata a una costante (per l’acqua è 0,512): se si considera una pentola media di 2,5 litri di acqua e 10 grammi di sale la variazione di temperatura è assolutamente ininfluente: meno di un decimo di grado.
Quindi, con o senza sale, le nostre pentole di cucina impiegheranno lo stesso tempo per bollire raggiungendo una temperatura quasi identica.


Se il momento dell’aggiunta del sale è ininfluente per quando riguarda i tempi di ebollizione, nel decidere se salare l’acqua a freddo o meno vanno considerati altri fattori.
Un vantaggio di salare a freddo è evitare la cosiddetta ‘esplosione”. Mettendo il sale poco prima dell’ebollizione, infatti, i cristalli di sale diventano i centri di formazione delle bolle di vapore e possono dar luogo a un ebollizione tumultuosa.
D’altra parte, salare un attimo prima di scolare la pasta riduce drasticamente la quantità di sale da impiegare: il sale ha soltanto il tempo di depositarsi sul lato esterno della pasta dando la sensazione di “salato”, anche con pochissimi granelli. Questo è un buonissimo sistema per evitare un consumo smodato di sale, responsabile di disturbi quali l’ipertensione arteriosa e la ritenzione idrica.