mercoledì 15 gennaio 2014

Tendenze: kebab in salita, suschi in discesa

Il negozio di Salman Gozudok, a Milano
È scoppiata la kekab-mania le strade di ogni città e paese sono invase la furgoncini e bottegucce che vendono il tradizionale piatto turco. I giovani abbandonano lentamente la moda del più raffinato suschi giapponese, che ha tenuto botta negli ultima anni e che ha rappresentato il massimo del trend, non solo come cibo, ma in generale come stile di vita.
Ora spopola la carne d’agnello o di manzo arrostita, che gira lentamente sullo spiedo verticale e viene tagliata a fettine sottili con l’apposito attrezzo.
Se a Milano vuoi essere “in” devi trovarti fuori da un locale che vende kebab.
L’abbandono del suschi fra le tendenze giovanili è comprensibile per due motivi: trattandosi di pesce crudo avvolto con alghe, il suschi è un piatto particolare per palati raffinati, che va consumato al ristorante. Il kekab è carne, cucinata spesso nelle pizzerie da asporto; lo puoi infilare nel panino e consumarlo per strada: è più vicino ai nostri gusti alimentari e al portafoglio dei giovani.
Così pratico che la versione più diffusa è il “kebab da passeggio”, per l’abitudine di consumarlo quando si cammina per strada, tornando da scuola o mentre si va al cinema.
Il kebab, in sostanza, è un grosso pezzo di carne di pecora o manzo (non di maiale, vista la provenienza islamica del piatto) che viene condita o marinata con erbe o spezie e cotta con lo spiedo verticale rotante. La carne viene sagomata e infilzata nello spiedo a formare un grosso cilindro: sulla sommità vengono infilzate le parti grasse che si sciolgono sulla carne per evitarne l’eccessivo essiccamento. Lo spiedo è fatto ruotare vicino a una fonte di calore, oggi una macchina elettrica o a gas.
Il pezzo di carne cotto viene poi tagliato dal basso verso l’alto con un coltello affilatissimo o una macchinetta elettrica con lama rotante: le fettine sottilissime vengono servite all’interno di panini (spesso di pane arabo) o piadine arrotolate. Normalmente viene accompagnato con verdure e salse.
In Europa ha cominciato a diffondersi soprattutto in Germania, dove il numero di immigrati turchi è elevato. In Italia ha cominciato a prendere piede per lo stesso motivo, soprattutto quando gli immigrati turchi hanno cominciato a prendere in mano la gestione di numerose pizzerie. Oggi, infatti, stanno aprendo numerosissimi locali di kebab e pizza da asporto: una soluzione pratica e comoda per lo spuntino nella pausa pranzo di lavoro, o prima di andare al concerto o al cinema.
A Roma, i locali più gettonati per gustare il kebab sono il Mehmi, ristorante indiano che utilizza carni di ottima qualità (via Togliatti 201); il Kebbabaro number one, una pizzeria che serve anche panini e piadine farcite con kebeb (largo Pratese 13/A) e il ristorante persiano Kebab, dove l’ottima qualità di carne è affiancata da una straordinaria varietà di salse (via di Grittarossa 52/A).
A Milano svetta in cima alla classifica il famosissimo negozio di Salman Gozudok, un’istituzione nel capoluogo lombardo. Frequentato sia da grandi professionisti che da operai e malavitosi è da sempre considerato il locale dove si può gustare uno dei migliori kebab di Milano (via Giambellino 15). Non molto distante, il Kebab Jasmin (via Inganni 2) e, nella zona verso l’aeroporto di Linate, l’Orient kebab (viale Forlanini).
Il ristorante indiano Mehmi; a Roma