lunedì 24 giugno 2013

Il concorso di Infiniti per ridisegnare la sedia pieghevole

L’uomo contemporaneo necessita di complementi d’arredo compatti e funzionali, in grado di sfruttare al meglio l’ambiente a disposizione…”. Così recita l’oggetto del bando di concorso per giovani designer under 30 che Infiniti (gruppo Omp) ha lanciato quest’anno con il preciso intento di ridisegnare la sedia pieghevole.
Infiniti design de-contest, infatti, si è intitolato nel 2013 “Under R3v0lution Chairs” e ha premiato un solo vincitore, che si è aggiudicato la somma di 5 mila euro, consegnata durante una cerimonia ufficiale in occasione della settimana del Salone del Mobile di Milano, che si è svolto dal 9 al 14 aprile 2013.
Ad aggiudicarsi il primo posto è stato l’argentino Nicolàs Calandri, che ha proposto una struttura monoscocca in polipropilene, con forma tondeggiante e le gambe che si chiudono a compasso. Calandri è riuscito a conciliare al meglio le caratteristiche che necessariamente deve avere una sedia pieghevole: praticità (la sedia si deve chiudere con un gesto semplice), robustezza (per i movimenti a cui è sottoposta) ed economicità.
Turtle, dell'argentino Nicolàs Calandri, vincitore del concorso
La sedia di Calandri, Turtle, si distingue per il suo aspetto formale organico, l’immagine fresca e giovane, in sintonia con i sempre più ridotti spazi abitativi. La sedia è perfetta per interni o esterni.
Milly, dell'italiano Francesco Ludovico Bertin
La giuria che ha scelto il vincitore del concorso era formata dal presidente di Infiniti e Omp group, Giovanni Pegoraro; dall’architetto e designer Paolo Orlandini; dalla giornalista di Elle Decor, Paola Carimati e dal direttore di RCasa, Aurelio Magistà.
Unplec, degli spagnoli José Lopez-Aguilar e Roger Castro
Menzione speciale anche al progetto dell’italiano Francesco Ludovico Bertin, una sedia in legno naturale dal nome Milly e a Unplec, degli spagnoli José Lopez-Aguillar e Roger Castro: un trionfo di semplicità fatta riciclando le cassette di plastica dell’ortofrutta.

1 commento:

  1. Quella dell'argentino mi piace, quella degli spagnoli è proprio classica... l'altra proprio non me gusta ;-)

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