lunedì 15 aprile 2013

Hard Rock Cafe story: dal vintage Usa al culto del rock, passando per la pop art

Sono 150 sparsi in vari paesi del mondo, ma la catena di ristoranti fondata a Londra nel 1971 non è certo famosa per i suoi menu prelibati. Il vero motivo dell’enorme successo che dura oramai da più di trent’anni è una collezione di circa 85 mila pezzi esposti in parte in ogni singolo locale e che sono appartenuti ai più grandi musicisti e personalità del mondo della musica rock. Sono i bar-ristoranti Hard Rock Cafe, presenti in tutte le maggiori città del mondo.
L'Hard Rock Cafe di Miami
Per saper come nasce Hard Rock Cafe dobbiamo immaginare Londra degli anni Settanta. C’è un piccolo bar-ristorante con pochi posti, il Great American Disaster. Il gestore è un ragazzo di Chicago, Peter Morton, che decide di allestire il locale con souvenir originali americani: il Great American Disaster è l’unico ristorante di Londra che omaggia la cultura d’oltreoceano. Nel 1971 Morton conosce un altro americano trasferito a Londra, Isaac Tigrett, e insieme decidono di aprire un nuovo ristorante per proporre la cucina e il modo di vivere del loro paese. Un’impresa che sembra decisamente difficile in un paese tradizionalista come l’Inghilterra, ma la sfida ha inizio e presto nasce il Don’t Let Your Meatlof Restaurant Co.
L'Hard Rock Cade di New York
Arrivano gli hamburger originali americani, appaiono nel menu il ketchup e i prodotti della Campbell’s, quelli ritratti nei dipinti di Andy Warhol. Alle pareti le caratteristiche insegne made in Usa: vecchie pubblicità, le stravaganti e variopinte targhe automobilistiche, i classici gagliardetti che si trovano così frequentemente appesi nelle pareti degli alloggi degli studenti nei college. La musica è diffusa dal juke box: Elvis Presly è il più gettonato.
Il 14 giugno del 1971 il locale apre al pubblico, con 12 clienti. Nel giro di poche settimane tutte le celebrità di passaggio a Londra vi fanno sosta obbligata: Paul McCartney, Carole King, gli Eagles. Anche Maureen Starkey, l’ex moglie di Ringo Starr, con cui Tigrett inizia una relazione e poi sposa.
Morton e Tigrett affidano a Alan Aldridge il compito di disegnare il logo del ristorante (molto simile a quello attuale), pagando la cifra di 2.500 dollari e fanno stampare delle magliette con il logo, per uso personale.
Nel 1979 Eric Clapton regala a Tigrett la sua chitarra, una Fender Lead II. Ma Tigrett non è capace di suonare e propone a Clapton di appenderla sui muri del locale: è il primo pezzo della più grande collezione di oggetti rock and roll del mondo.
L'Hard Rock Cafe di Las Vegas
A Clapton fanno eco numerosi altri artisti: c’è chi manda i propri strumenti e chi oggetti personali, come magliette firmate.
Morton e Tigrett, però, si trovano spesso in disaccordo sugli allestimenti del ristorante. Nel 1982, dopo l’ennesimo litigio, Morton si fa finanziare da Steven Spilberg, Barry Diller e Peter Gruber e apre un Hard Rock Cafe a Los Angeles: ad accogliere i clienti una Cadillac verde acqua del 1959 che sbuca dal tetto dei ristorante. Nel 1983 Tigrett compra  i diritti di Morton sull’Hard Rock Cafe di Londra: i due si dividono e si spartiscono il territorio degli Stati Uniti: Tigrett apre un Hard Rock Cafe a Dallas e Morton nella sua città natale, a Chigaco.
Da quel momento i locali vengono aperti nelle maggiori città degli Stati Uniti, e ogni volta è una gara per stupire i clienti: Tigrett a New York ripete il motivo della macchina d’epoca inserito nell’architettura esterna. Questa volta di tratta di una Cadillac nera del 1960, messa esattamente sopra l’entrata. Al piano inferiore il grosso bar ha la forma della mitica chitarra Fender Stratocaster e il locale viene riempito con tutte le reliquie collezionate: le chitarre di Eric Claptone, Pete Townshend, Joe Walsh, Jeff Beck e Carl Perkins, un pezzo di batteria di Ringo Starr, la giacca di Elvis Presley.
L'Hard Rock Cafe di Orlando,
a forma di Colosseo
Una volta capito che il successo risiedeva proprio nell’oggettistica, Tigrett cominciò a mettere in vendita anche le magliette con logo del locale, che furono addirittura commercializzate in tutto il mondo.
Nel 1988 i ristoranti aperti erano 16, in quattro continenti, frequentati da star del cinema, della musica e della mondanità: impossibile per il pubblico distinguere quelli di Morton e quelli di Tigrett: il logo era rimasto lo stesso per entrambi e i due ex-soci si rubavano a vicenda le idea per gli allestimenti e cercavano sempre di rendere i loro locali simili a quelli dell’altro. La caccia ai pezzi da collezione diventò una vera e propria lotta, che spesso conduceva entrambi alla stessa rarissima reliquia.
Nel 1989 Tigrett vende la sua parte di Hard Rock (che nel frattempo aveva raggiunto cifre da capogiro) e apre un locale simile che ottiene un discreto successo. Mentre a Morton, nel 1985, viene l’idea di aprire il primo Hard Rock Hotel e il primo Hard Rock Casino, naturalmente a Las Vegas. Il casino ottiene un enorme successo: come insegna, una chitarra al neon alta 25 metri.
L'entrata dell'Hard Rock Cafe di Miami
L'interno dell'Hard Rock Cafe di Londra
L'interno dell'Hard Rock Cafe di New York
Nel 1996 anche Morton vende la sua parte alla stessa società a cui aveva venduto Tigrett, la Rank Oraganization, che riunisce le due catene e le due collezioni, continuando a costruire Hotel e Casino.
Il 7 dicembre del 2006, la Rank Oraganization vende la catena di Hard Rock (per un miliardo di dollari) alla tribù di Seminole della Florida, che aprono un Hard Rock a Orlando facendolo diventare il loro quartier generale. I Seminole e continuano comunque a mantenere lo spirito e le caratteristiche tipiche degli Hard Rock Cafe.
Intanto, il numero dei locali è salito a 150 in numerosi paesi del mondo, ognuno con la sua parte di reliquie e di oggettistica.
La collezione di Hard Rock possiede pezzi unici nel suo genere, a partire da quelli appartenuti ai Beatles, come uno dei primi bassi di Paul McCartney, il testo di Help scritto a mano da John Lennon, la batteria di Ringo Starr, le giacche originali indossate del 1963. Molto riguardo è dato agli oggetti di Elvis Presly (uniformi militari indossate nell’esercito, fotografie e dipinti) a cui nei locali di Las Vegas e Parigi è stata costruita un’apposita nicchia con vetrate colorate. Molti anche gli oggetti di Jimi Hendrix, Bon Jovi, Elthon John e Madonna.



2 commenti:

  1. Bellissimo questo post, non conoscevo tutta la storia :-)

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  2. L'Hard Rock Caffè mi ha sempre affascinata e ricordo che mia sorella mi regalò una maglietta per i miei 17 anni.
    Adesso che guardo le foto e leggo il tuo post mi rendo conto che il desiderio di vederne uno non mi è passato del tutto, ma con mio figlio sarebbe improponibile.
    Dici che faranno entrare una vecchietta fra una ventina d'anni?

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