venerdì 3 maggio 2013

Come riconoscere le etichette dei prodotti a basso impatto ambientale

Ogni consumatore, attraverso le sue scelte, ha la possibilità di orientare il mercato influenzando le politiche commerciali delle aziende produttrici. Una maggiore diffusione dei prodotti sostenibili può contribuire a rivedere il modello economico di sviluppo attuale, perché lo sviluppo sostenibile è diventata una questione decisiva da seguire. Nelle scelte quotidiane il consumatore dovrebbe tenere presente il ciclo di vita del prodotto, da quando e come è nato a quando e come verrà smaltito nell’ambiente. In tema di sostenibilità ambientale si fa riferimento a due categorie principali: quella legata all’ambiente e quella legata agli aspetti etico-sociali.
Gli aspetti etico-sociali si riferiscono soprattutto alla fase di produzione e riguardano in genere la provenienza del bene di consumo, a chi lo ha fabbricato e in quali condizioni di lavoro è stato prodotto. Gli aspetti legati all’ambiente riguardano sia la fase di produzione (ovvero quali impatti ambientali derivano dalla produzione del bene) sia la fase di attività e smaltimento del prodotto. Per orientare i consumatori nella scelta di prodotti eco-sostenibili esistono vari marchi di certificazione riportati sulle confezioni, che devono corrispondere a questi requisiti:
  • devono avere carattere internazionale o nazionale;
  • deve essere presente un comitato scientifico internazionale;
  • ci deve essere una verifica da una parte terza indipendente che ne assicuri l’attendibilità.
Ecco i marchi più diffusi che soddisfano questi requisiti

l’etichetta energetica che classifica l’efficienza degli elettrodomestici;





il marchio Pefc (Sistema di certificazione per la gestione forestale sostenibile);






il marchio Msc (Marine Stewardship Council) che certifica la sostenibilità dei prodotti ittici;



il marchio Eu-ecolabel, definito dalla Commissione europea, che definisce il rispetto dell’ambiente del prodotto durante tutto il suo ciclo di vita;



il marchio Agricoltura biologica, istituito dall’Unione europea, che si trova su prodotti alimentari quali carne, frutta, verdura, pasta, riso, farina, biscotti, uova ecc., e garantisce che nella coltivazione dei prodotti agricoli o negli allevamenti vengano adottati sistemi basati sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali e il benessere degli animali. La sua presenza esclude l’utilizzo di Ogm;

il marchio Fsc, definito dalla Ong internazionale Forest stewardship council, che garantisce la gestione responsabile e corretta delle foreste e garantisce che i prodotti derivati dal legno provengano da boschi e piantagioni a gestione controllata;



il marchio Dolphine safe, registrato dalla Ong Earth Island insitute, che rappresenta l’attuazione del Piano internazionale per la tutela dei delfini. Si trova principalmente sulle confezioni di tonno in scatola e garantisce che la provenienza dei tonni derivi da tecniche di pesca che non causino la cattura accidentale dei delfini;
 


Friend of the sea, certificazione dell’omonima associazione, garantisce un prodotto sostenibile sia da pesca che da allevamento, con pesche che avvengono in acque non sovrasfruttate e con metodi rispettosi dell’ecosistema;



marchio riconosciuto a livello internazionale per le aziende produttrici di cosmetici è la certificazione Stop ai test su animali, messa a punto dalle maggiori organizzazioni animaliste mondiali guidate dalla Coalizione europea contro la vivisezione;
 

è il marchio di garanzia del Commercio equo e solidale, partnership commerciale che ha come obiettivo una maggiore equità nel mercato internazionale. Assicura che vengano rispettati i diritti e le condizioni di lavoro delle comunità produttrici del Sud del mondo.

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