martedì 30 aprile 2013

Smart Cities, il progetto per migliorare il futuro delle città

Si chiama Smart Cities ed è uno degli otto progetti pilota presentati in un video, realizzato dall’agenzia Pomilio Blumm, per illustrare la campagna del PON per la Ricerca e la Competitività 2007-2013. Il PON (Programma Operativo Nazionale) ha in carico il finanziamento di progetti che hanno come obiettivo il miglioramento delle nostre città: attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie vengono semplificati i servizi e le informazioni per i cittadini e, attraverso l’utilizzo di nuove energie, viene promossa la crescita sostenibile.
Il PON è gestito dal MIUR, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, affiancato dal Ministero dello sviluppo economico; le risorse sono in parte europee e in parte italiane. Il PON ReC 2007-2013 ha individuato quattro regioni obiettivo (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) su cui investire ben 6 miliardi di euro, cifra che nei primi cinque anni ha permesso al PON di finanziare gruppi con prevalente componente universitaria per sviluppare progetti finalizzati al benessere delle comunità urbane.
Programmi che hanno come obiettivo lo sviluppo della forza progettuale nel Mezzogiorno italiano: è qui infatti che l’alto grado di istruzione universitaria trova maggiori difficoltà di sbocchi professionali adeguati al tipo di istruzione.
Gli ambiti di intervento, integrati fra loro, vanno dalla scuola alla gestione dei rifiuti, dalla pubblica amministrazione alla ricerca di nuove energie, dallo sviluppo della cultura e del turismo alla gestione della sanità, dall’ambiente alla mobilità.
Il video presenta due progetti: Smart Cities, che intende realizzare spazi urbani intelligenti attraverso l’utilizzo delle più moderne tecnologie, e Smart educational, che promuove l’utilizzo delle risorse tecnologiche moderne nella scuola e nella pubblica amministrazione e inoltre incentiva l’utilizzo di fonti energetiche alternative nei trasporti.
Il video è disponibile in questi giorni on line su un canale dedicato di Youtube e mette in evidenza i diversi valori sostenuti dal PON; la campagna di comunicazione vuole fornire visibilità a queste iniziative di importanza strategica.
Provate a visitare il sito dedicato al PON ReC 2007-2013, guardate il video di presentazione dell’iniziativa e fatemi sapere cosa ne pensate lasciando un commento al post…

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lunedì 15 aprile 2013

Hard Rock Cafe story: dal vintage Usa al culto del rock, passando per la pop art

Sono 150 sparsi in vari paesi del mondo, ma la catena di ristoranti fondata a Londra nel 1971 non è certo famosa per i suoi menu prelibati. Il vero motivo dell’enorme successo che dura oramai da più di trent’anni è una collezione di circa 85 mila pezzi esposti in parte in ogni singolo locale e che sono appartenuti ai più grandi musicisti e personalità del mondo della musica rock. Sono i bar-ristoranti Hard Rock Cafe, presenti in tutte le maggiori città del mondo.
L'Hard Rock Cafe di Miami
Per saper come nasce Hard Rock Cafe dobbiamo immaginare Londra degli anni Settanta. C’è un piccolo bar-ristorante con pochi posti, il Great American Disaster. Il gestore è un ragazzo di Chicago, Peter Morton, che decide di allestire il locale con souvenir originali americani: il Great American Disaster è l’unico ristorante di Londra che omaggia la cultura d’oltreoceano. Nel 1971 Morton conosce un altro americano trasferito a Londra, Isaac Tigrett, e insieme decidono di aprire un nuovo ristorante per proporre la cucina e il modo di vivere del loro paese. Un’impresa che sembra decisamente difficile in un paese tradizionalista come l’Inghilterra, ma la sfida ha inizio e presto nasce il Don’t Let Your Meatlof Restaurant Co.
L'Hard Rock Cade di New York
Arrivano gli hamburger originali americani, appaiono nel menu il ketchup e i prodotti della Campbell’s, quelli ritratti nei dipinti di Andy Warhol. Alle pareti le caratteristiche insegne made in Usa: vecchie pubblicità, le stravaganti e variopinte targhe automobilistiche, i classici gagliardetti che si trovano così frequentemente appesi nelle pareti degli alloggi degli studenti nei college. La musica è diffusa dal juke box: Elvis Presly è il più gettonato.
Il 14 giugno del 1971 il locale apre al pubblico, con 12 clienti. Nel giro di poche settimane tutte le celebrità di passaggio a Londra vi fanno sosta obbligata: Paul McCartney, Carole King, gli Eagles. Anche Maureen Starkey, l’ex moglie di Ringo Starr, con cui Tigrett inizia una relazione e poi sposa.
Morton e Tigrett affidano a Alan Aldridge il compito di disegnare il logo del ristorante (molto simile a quello attuale), pagando la cifra di 2.500 dollari e fanno stampare delle magliette con il logo, per uso personale.
Nel 1979 Eric Clapton regala a Tigrett la sua chitarra, una Fender Lead II. Ma Tigrett non è capace di suonare e propone a Clapton di appenderla sui muri del locale: è il primo pezzo della più grande collezione di oggetti rock and roll del mondo.
L'Hard Rock Cafe di Las Vegas
A Clapton fanno eco numerosi altri artisti: c’è chi manda i propri strumenti e chi oggetti personali, come magliette firmate.
Morton e Tigrett, però, si trovano spesso in disaccordo sugli allestimenti del ristorante. Nel 1982, dopo l’ennesimo litigio, Morton si fa finanziare da Steven Spilberg, Barry Diller e Peter Gruber e apre un Hard Rock Cafe a Los Angeles: ad accogliere i clienti una Cadillac verde acqua del 1959 che sbuca dal tetto dei ristorante. Nel 1983 Tigrett compra  i diritti di Morton sull’Hard Rock Cafe di Londra: i due si dividono e si spartiscono il territorio degli Stati Uniti: Tigrett apre un Hard Rock Cafe a Dallas e Morton nella sua città natale, a Chigaco.
Da quel momento i locali vengono aperti nelle maggiori città degli Stati Uniti, e ogni volta è una gara per stupire i clienti: Tigrett a New York ripete il motivo della macchina d’epoca inserito nell’architettura esterna. Questa volta di tratta di una Cadillac nera del 1960, messa esattamente sopra l’entrata. Al piano inferiore il grosso bar ha la forma della mitica chitarra Fender Stratocaster e il locale viene riempito con tutte le reliquie collezionate: le chitarre di Eric Claptone, Pete Townshend, Joe Walsh, Jeff Beck e Carl Perkins, un pezzo di batteria di Ringo Starr, la giacca di Elvis Presley.
L'Hard Rock Cafe di Orlando,
a forma di Colosseo
Una volta capito che il successo risiedeva proprio nell’oggettistica, Tigrett cominciò a mettere in vendita anche le magliette con logo del locale, che furono addirittura commercializzate in tutto il mondo.
Nel 1988 i ristoranti aperti erano 16, in quattro continenti, frequentati da star del cinema, della musica e della mondanità: impossibile per il pubblico distinguere quelli di Morton e quelli di Tigrett: il logo era rimasto lo stesso per entrambi e i due ex-soci si rubavano a vicenda le idea per gli allestimenti e cercavano sempre di rendere i loro locali simili a quelli dell’altro. La caccia ai pezzi da collezione diventò una vera e propria lotta, che spesso conduceva entrambi alla stessa rarissima reliquia.
Nel 1989 Tigrett vende la sua parte di Hard Rock (che nel frattempo aveva raggiunto cifre da capogiro) e apre un locale simile che ottiene un discreto successo. Mentre a Morton, nel 1985, viene l’idea di aprire il primo Hard Rock Hotel e il primo Hard Rock Casino, naturalmente a Las Vegas. Il casino ottiene un enorme successo: come insegna, una chitarra al neon alta 25 metri.
L'entrata dell'Hard Rock Cafe di Miami
L'interno dell'Hard Rock Cafe di Londra
L'interno dell'Hard Rock Cafe di New York
Nel 1996 anche Morton vende la sua parte alla stessa società a cui aveva venduto Tigrett, la Rank Oraganization, che riunisce le due catene e le due collezioni, continuando a costruire Hotel e Casino.
Il 7 dicembre del 2006, la Rank Oraganization vende la catena di Hard Rock (per un miliardo di dollari) alla tribù di Seminole della Florida, che aprono un Hard Rock a Orlando facendolo diventare il loro quartier generale. I Seminole e continuano comunque a mantenere lo spirito e le caratteristiche tipiche degli Hard Rock Cafe.
Intanto, il numero dei locali è salito a 150 in numerosi paesi del mondo, ognuno con la sua parte di reliquie e di oggettistica.
La collezione di Hard Rock possiede pezzi unici nel suo genere, a partire da quelli appartenuti ai Beatles, come uno dei primi bassi di Paul McCartney, il testo di Help scritto a mano da John Lennon, la batteria di Ringo Starr, le giacche originali indossate del 1963. Molto riguardo è dato agli oggetti di Elvis Presly (uniformi militari indossate nell’esercito, fotografie e dipinti) a cui nei locali di Las Vegas e Parigi è stata costruita un’apposita nicchia con vetrate colorate. Molti anche gli oggetti di Jimi Hendrix, Bon Jovi, Elthon John e Madonna.



giovedì 4 aprile 2013

Con you&eni vinci Jovanotti

Ragazzi, uno dei grandi eventi musicali dell’estate sarà di certo il Backup Tour di Jovanotti, che torna quest’anno dal vivo con appuntamenti pensati appositamente per gli stadi. Saranno 12 le date in programma, da 7 giugno al 16 luglio, e toccheranno le principali città italiane.
Non vi piacerebbe poter assistere al concerto di Lorenzo, magari approfittando dell’occasione per fare un week-end fuori dalla vostra città?
Sicuramente sì, ed ecco una grande notizia per voi. Per tutto il mese di aprile 2013 you&eni vi offre l’opportunità di vincere 2 biglietti per ognuna delle 12 tappe italiane del tour.
Non è fantastico? Ed è necessario soltanto essere possessori delle carte prepagate you&eni, che possono essere usate come carta fedeltà oppure anche come carta di pagamento. Le carte You&eni non richiedono l’apertura di conto corrente, ti consentono di monitorare i tuoi acquisti e le tue spese in ogni momento e soprattutto di accumulare i punti you&eni, non solo facendo il pieno nelle Eni station, ma anche facendo acquisti negli Eni Café&shop e presso tutti gli esercizi commerciali abilitati CartaSì o MasterCard (in Italia e all’estero) dove solitamente fai il tuo shopping quotidiano. E con i punti accumulati, puoi scegliere come premio anche il carburante omaggio! Scegli la carta fedeltà più adatta a te recandoti sul sito www.youandeni.com.
A tutti i possessori delle carte prepagate, you&eni offrirà la possibilità di partecipare al concorso (fino al 30 aprile 2013) che mette in palio 240 biglietti per il Backup Tour 2013 di Jovanotti. Ben 20 biglietti per ognuna delle 12 tappe previste dal programma, per 10 fortunatissime coppie che potranno scegliere la città a loro più vicina o quella che vorranno visitare approfittando dell’occasione.
 
Ma le sorprese non finiscono qui! Oltre ad assistere al concerto, i fortunati vincitori potranno accedere al backstage per conoscere Lorenzo!
Cosa stai aspettando? Corri subito in una Eni station aderente: con più carburante fai, con più possibilità hai di vincere il Backup Tour di Jovanotti!

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Info e condizioni della carta su youandeni.com e cartasi.it . La funzione di pagamento è gestita da CartaSi. La moneta elettronica memorizzata sulla carta è emessa da ICBPI Concorso valido dal 25 marzo al 30 aprile 2013. Regolamento del concorso su youandeni.com. Montepremi euro 18.528,00 + Iva
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lunedì 1 aprile 2013

Le mode che non tramontano: il pantalone Capri

Fa la sua prima apparizione sulle strade di Capri negli anni ’50. A indossarlo è l’icona sexy B.B., l’attrice, modella e cantante francese Brigitte Bardot. A disegnarlo una giovane donna ispirata proprio dai pescatori dell’isola italiana, che alla loro professione dedica il nome del capo d’abbigliamento: pantalone alla pescatora.


Ma in omaggio all’isola che vide il loro debutto, questo pantalone è chiamato anche pantalone Capri. Sono pantaloni aderenti e corti, si fermano appena sotto il ginocchio, e hanno piccoli spacchetti laterali, lunghi appena la lunghezza dell’orlo. B.B. li lancia in tutto il mondo e da allora entrano prepotentemente nell’armadio di ogni donna.
Portati rigorosamente con scarpe basse (tipo ballerine), con camicette bianche di cotone annodate in vita, oppure con magliette di tessuto leggero infilate dentro al pantalone: l’importante è non nascondere il giro vita. E sul lungomare di Saint-Tropez o di Capri si accompagnano con grossi occhiali la sole e grandi borse di paglia.
Dai favolosi anni che ne videro la nascita, il pantalone Capri è tornato alla ribalta alla fine degli anni ’90 in numerose versioni, anche in jeans.

Anche il taglio si adatta alle nuove tendenze: dal rigoroso tubino delle origini la parte finale può allargarsi leggermente ed eliminare gli spacchetti laterali. Oppure viene completamente reinterpretato nel modello “Pinocchietto”, che cessa di essere così attillato per un maggior comfort e per consentire di essere indossato anche alle donne che non possono vantare un fisico da modella. L’utilizzo dei tessuti tecnici ed elasticizzati consente poi di introdurlo nel settore dell’abbigliamento per lo sport. Diventa “a vita bassa”, come impone il mercato, e viene accompagnato da scarpe con tacco alto.
Ma ai giorni nostri la tendenza è quella di ridare al pantalone di B.B. il suo sapore originale, così come lo ricordiamo per le strade dell’isola da cui ha preso il nome.