mercoledì 27 febbraio 2013

Imparare a fare i genitori nell’era del web

Con il patrocinio del comune e della provincia di Milano si è aperta la prima “scuola per i genitori”, ovvero quattro lezioni gratuite più laboratori e consulenze private organizzate dal Centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti di Piacenza (www.cppp.it) che si terranno nel Centro congressi della provincia di Milano.
Scopo dell’iniziativa è fornire ai genitori gli strumenti per imparare a dare regole, a rendere autonomi i figli e a convivere con le nuove tecnologie.
Cinquecento i posti disponibili per i genitori interessati, che dovranno avere almeno un figlio da 0 a 20 anni.
Fra i temi illustrati dai padagogisti e dagli psicoterapeuti anche la fenomenologia del “bambino tirannico”, una delle problematiche più diffuse fra i giovani del giorno d’oggi.
Daniele Novara
Secondo il pedagogista Daniele Novara, fondatore del centro e ideatore della scuola, i genitori italiani, infatti, sarebbero bravissimi “ad accudire, ma non a educare”. Così dati statistici riporterebbero dati allarmanti: bambini nel lettone con i genitori fino alle scuole elementari e con il pannolone di notte fino agli 8-10 anni, utilizzo prolungato del passeggino e bambini incapaci di vestirsi da soli, anche in età avanzata. Tutti comportamenti che non aiutano a sviluppare una personalità autonoma e sicura nei figli che crescendo possono manifestare fragilità emotiva.
Ad affrontare le tematiche del rapporto bambini-nuove tecnologie, ci hanno pensato Michele Facci, Serena Valorzi e Mauro Berti, che hanno pubblicato un libro, Generazione cloud. Essere genitori al tempo di smartphone e tablet (Erickson ed.), una guida per conoscere meglio il mondo del web e il suo impatto sull’emotività e sul rendimento scolastico dei ragazzi.
Con l’indicazione delle controindicazioni per i più piccoli: secondo i pedagogisti, i dispositivi digitali provocano, soprattutto nella prima infanzia, una deprivazione funzionale, perché tendono a coinvolgere esclusivamente l’apparato visivo e non l’insieme dei sensi. I bambini non dovrebbero usare apparecchi con schermi fino a tre anni e fino a 10 usarli in modo utilitario, non ludico. A riprova del fatto, in Australia si sta pensando addirittura a una legge governativa che proibisca del tutto l’avvicinamento di videoschermi a bambini sotto i due anni.

4 commenti:

  1. Ottima iniziativa, dovrebbero farne piú spesso, e i genitori motivati ad andarci.
    Grazie per avermi avvisato, spero ripubblicherai l' altro post.

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  2. E' sempre un bene tenersi aggiornati. Niente è valido sempre e nuovi scenari e abitudini presuppongono nuovi e diversi approcci. Per cui, ottima iniziativa!

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  3. Ciao, ti ho inviato email per avvisarti che hai vinto il give..ti aspetto

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