lunedì 28 gennaio 2013

L’iniziativa di LinkLibri contro il bullismo nelle scuole

Una guida con i titoli dei 100 libri che parlano di bullismo distribuita nelle scuole. È questa l’iniziativa di LinkLibri per l’anno scolastico 2012-2013 e finalizzata a stimolare il dialogo sull’argomento fra educatori e giovani. Perché il bullismo è un fenomeno dilagante che ormai riguarda un ragazzo su tre, contando chi lo pratica e chi lo subisce. E non solo tra maschi.
La guida di LinkLibri, “Il bullismo. Guida ai 100 libri per capire” è stata distribuita inizialmente a Torino, ma poi anche in provincia di Varese, nei paesi dell’hinterland milanese e a Roma.


Uno strumento in più in mano a insegnanti e genitori per aiutare a capire un comportamento che troppo spesso è sottovalutato e scambiato per “la solita bravata”.
Sempre sull’argomento è uscito all’inizio dello scorso settembre il libro di Ada e Carlotta Fonzi, Abbasso i bulli. Come guarire prepotenti e vittime (Ponte alla grazie). Ada Fonzi è professore di Psicologia dello sviluppo a Firenze ed è stata la prima a studiare in Italia il fenomeno del bullismo. Sua figlia Carlotta, che è esperta di cinema, ha contribuito a fornire le sceneggiature necessarie a raccontare la storia di un ragazzino di nove anni che inventa le scuse più diverse per non andare a scuola, finché un giorno finisce per confessare il vero motivo: i compagni  si comportano in modo cattivo con lui.
Per gli utenti interessati, la guida di LinkLibri è scaricabile su linklibri.info.

lunedì 14 gennaio 2013

TIM and Pick1: quali contenuti media condividi sui media?

Al giorno d’oggi, non soltanto i media la fanno da padrone, ma sono penetrati talmente nella nostra vita da accavallarsi sempre più a qualsiasi nostra attività quotidiana. In un mondo dove la tecnologia offre sempre maggiore velocità e immediatezza il nostro modo di agire diventa sempre più “multitasking”.
A portare ulteriore rivoluzione in un mondo che già cambia a velocità vertiginose è stata l’esplosione del mondo dei social network, un canale di comunicazione mediale che ha la potenzialità incredibile di dare in pasto al mondo intero i pensieri e le abitudini di noi tutti, anche quello che pensiamo di altri media.
Così, sempre più frequentemente, postiamo sui social dei commenti su quello che stiamo guardano alla televisione o magari ascoltando alla radio. Usiamo un media per condividere con gli altri i nostri orientamenti sugli altri media.
È partendo da questa considerazione che TIM ha scelto di confrontarsi con il mondo dei social: avere la possibilità di sapere cosa gli utenti pensano del proprio brand e avere così la possibilità di ottimizzare i servizi da proporre. E, in partnership con Pick1, fa un altro passo avanti nella conoscenza delle abitudini della propria clientela potenziale.
TIM
Pick1 è un sondaggio a cui si risponde in pochissimo tempo (le domande sono solo tre) e che ha come obiettivo quello di raccogliere informazioni sulle abitudini degli utenti nel consumo dei media.
Al sondaggio si accede mediante una Tab di Facebook, “ParlaciDiTe”, disponibile al link http://bit.ly/ParlaciDiTe
La prima domanda è già un riassunto della filosofia dell’iniziativa: “Oltre a essere con noi su Internet, cos’altro stai facendo in questo momento? Ma soprattutto quali media stai utilizzando?”
Si sceglie fra le sei risposte alternative del request ParlaciDiTe e poi si clicca sul tasto rosso “Vai avanti”.
Naturalmente per me la risposta non poteva essere che una: “ascolto la radio”. Ma la vera sorpresa è stata la domanda n. 2: “ti capita mai di commentare il programma o la trasmissione radio sui social network?”. Su questa domanda ho fatto davvero un pensiero: quante volte lo abbiamo fatto e lo abbiamo visto fare?
Ecco la riflessione su cui intende lavorare TIM: al giorno d’oggi i media si consumano contemporaneamente.
Così, rispondendo al sondaggio ParlaciDiTe di Pick1 e TIM, abbiamo la possibilità di diventare Media Trend Setter e orientare una grossa azienda di servizi sulle nostre abitudini in fatto di tecnologia.
E una volta completato il sondaggio, si può ricevere in omaggio  la suoneria personalizzata del comico Marco Marzocca.
Pronto a parlare di te? Rispondi alle domande di Pick1 e Tim e condividile con i tuoi amici Facebook!

Articolo sponsorizzato

venerdì 4 gennaio 2013

L’haute couture francese nelle tele degli impressionisti

Albert Bartholomé.
Dans la serre
Una straordinaria mostra allestita al Museo d’Orsay a Parigi, dove rimarrà fino al 20 gennaio per poi volare a New York e Chicago) racconta il rapporto fra il movimento artistico impressionista e la nascita dell’alta moda francese.
Per l’evento, L’impressionnisme et la mode, sono stati recuperati una sessantina di capolavori provenienti soprattutto dagli Stati Uniti e oltre quaranta abiti realizzati fra il 1860 e il 1880. Con un capo d’eccezione: quello realmente indossato da madame Bartholomé in posa per il marito Albert per il quadro Dans la serre, del 1881. I due pezzi (abito e quadro) sono stati entrambi donati al museo dagli eredi dell’artista.
La mostra, divisa in moltissime sezioni, comprende anche una parte per i costumi maschili (Le Club des hommes) e una per gli accessori (sete, guanti, cappelli). Grande interesse suscita la sezione dedicata alla vita all’aria aperta, dove si potrà ammirare il celebre quadro di Édouard Manet, Le déjeuner sur l’herbe (1862-1863), già parte della collezione del Museo d’Orsay. Un ulteriore sezione è riservata al tema della Donna svestita. Attorno ai quadri.

Edouard Manet. Le déjeuner sur l'herbe

Una volta completata la tappa parigina, l’esposizione si sposterà da febbraio a maggio a New York e da giugno a settembre a Chicago. Sponsor della mostra il gruppo Lvmh (Louis Vuitton) e la Maison Dior.  Le scenografie sono curate dal regista d’opera canadese Robert Carsen.