lunedì 9 dicembre 2013

Giovani e alcol: attenzione al coma etilico

Il coma etilico rappresenta la conseguenza più grave dell’intossicazione acuta da alcol. L’effetto si raggiunge quando il livello di etanolo presente nel sangue è circa il 3/4 per mille. Negli adolescenti e nelle donne questo valore di abbassa di molto. Il coma etilico è estremamente pericoloso e può essere letale perché provoca arresto cardiaco o respiratorio. Una persona in coma etilico deve essere portata subito all’ospedale, per questo è importante che i giovani imparino anche a monitorare il comportamento dei  loro amici durante le serate in cui si presenta l'occasione di bere qualche bicchiere di più.
Il picco di concentrazione nel sangue si raggiunge da 30 a 120 minuti dopo l’ingestione: più veloce se il bevitore è a stomaco vuoto, se la quantità di alcol è assunta in un arco di tempo limitato e se la bibita è gassata anziché liscia. I disturbi sono accentuati dall’assunzione contemporanea di droghe o farmaci psicotropi (ansiolitici, antidepressivi, barbiturici ecc). Esiste un metodo di calcolo per stabilire l’alcolemia indicativa, che tiene conto dell’altezza, del peso, del sesso, della quantità di alcol ingerita e del tempo trascorso.
Il coma etilico provoca un profondo stato di incoscienza, accompagnato dalla classica alitosi e dall’arrossamento cutaneo. L’eccessiva vasodilatazione, l’ipotermia, la bradicardia, l’ipotensione arteriosa e la depressione respiratoria possono portare alla morte.
Il crescente aumento del numero degli adolescenti finiti all’ospedale per coma etilico ha fatto pronunciare la Cassazione in merito a misure più severe ai gestori degli esercizi che vendono alcolici ai minori. Non solo sanzioni penali, ora il giudice può imporre la chiusura a tempo determinato dell’esercizio.
E l’effetto della decisione, che è arrivata la scorsa primavera, si è subito sentita: numerosissime le denunce di supermercati e bar e un gran numero di saracinesche abbassate dopo che sono stati segnalati ragazzi minorenni ricoverati per coma etilico.
Uno tra tanti, un locale della capitale. Nei pressi di Ponte Milvio, dove i ragazzi appendono lucchetti per giurarsi amore eterno, i carabinieri hanno messo il lucchetto a un famoso locale della movida romana. E, lo scorso agosto, è toccato a una discoteca di Sanremo (IM). Il locale è stato chiuso dopo che un ragazzo e una ragazza hanno bevuto fino a rischiare il coma etilico. 

mercoledì 13 novembre 2013

Simone Rugiati dal vivo in uno degli showroom più esclusivi d'Italia

Sarà uno showcooking veramente eccezionale quello che Simone Rugiati, l'esuberante chef protagonista di vari format televisivi, mostrerà agli ospiti presenti sabato 19 ottobre alle ore 16,00 presso il Centro Negri Arredamento.
Cosa è in grado di inventare ai fornelli il creativo Simone Rugiati all’interno di uno showroom di arredamento per la casa?
Per scoprirlo, il Centro Negri Arredamento e Silestone® by Cosentino, hanno organizzato un momento di incontro dove si potrà assistere in prima persona ad alcune delle creazioni culinarie di Simone, preparate sul piano di lavoro Silestone® by Cosentino, la superficie in quarzo altamente resistente a graffi, macchie, urti e dotata di esclusive proprietà batteriostatiche.
Simone, infatti, si esibirà in uno spettacolare showcooking, i cui ingredienti principali sono il gusto, la sua simpatia trascinante e il coinvolgimento degli invitati.
“Sono molto lieto di cucinare in uno degli showroom più esclusivi d’Italia. Il nostro paese ha una tradizione importante nel settore del design, dell’arredamento e del cibo. La contaminazione di questi ingredienti per me rappresenta una nuova fonte di ispirazione”, afferma lo stesso Rugiati.
Cosa ne verrà fuori? Quali sorprendenti e gustosi piatti preparerà lo chef toscano? L’appuntamento con l’appetito e il divertimento è, quindi, per sabato 19 ottobre, ore 16.00, presso lo showroom Centro Negri Arredamento, via Emilia Parmense 2/4 Roveleto – 29010 Cadeo (PC).
Silestone® by Cosentino, leader mondiale nel settore delle superfici in quarzo, è un materiale composto per oltre il 90% da quarzo naturale. Le superfici Silestone® vantano un’altissima resistenza a macchie, colpi e graffi, oltre a essere caratterizzate da basso assorbimento di liquidi. Inoltre, Silestone® presenta esclusive proprietà batteriostatiche, numerose certificazioni e garanzie, a cui si uniscono alti standard di servizio, qualità e responsabilità che il Gruppo Cosentino integra in tutti i suoi prodotti.

giovedì 3 ottobre 2013

Concorso RiutilizzAMO l’Italia: partita la seconda fase

Grande successo per il concorso RiutilizziAmo l’Italia lanciato a novembre del 2012 dal Wwf per recuperare le aree urbane italiane degradate.
Sono state infatti  raccolte 579 proposte di riuso indicate dai cittadini e dalle associazioni e si è scatenato pure l’interesse dei media.
La seconda fase è partita  con l’applello “No al consumo del territorio, Sì al riuso”, uno slogan che sintetizza la volontà di una riforma generale della legge urbanistica e l’utilizzo di strumenti come la leva fiscale per cercare di contenere il consumo del suolo.
L’iniziativa e il progetto stanno girando l’Italia grazie al giornalista Maurizio Guagnetti che ha organizzato un tour sul territorio nazionale in bicicletta (radiobici.it).
Il workshop su RiutilizzAMO l’Italia si è svolto nell’Aula Magna della facoltà di Architettura dell’Università di Roma 3 e ha coinvolto una rete di circa 35 professori universitari e di attivisti.

lunedì 9 settembre 2013

Torna il concorso Wiki loves momuments

Dopo il successo della prima edizione, torna il concorso fotografico Wiki loves momuments, organizzato da Wikimedia. Partecipare al concorso è molto semplice: si tratta di scattare delle fotografie a uno dei momumenti indicati sul sito del concorso (www.wikilovesmomuments.it).
Nell’elenco sono presenti anche le oasi del Wwf.
Le immagini vanno caricate seguendo le indicazioni del sito entro il mese di settembre. Tutte le fotografie entreranno a par parte del grande patrimonio di Wikimedia Commons, la banca dati multimediale di Wikipedia.
L’immagine caricata nel database parteciperà al concorso, che prevede una prima fase nazionale e una seconda internazionale. Nella fase nazionale, una giuria di dieci esperti valuterà le fotografie più meritevoli che si aggiudicheranno una nomination pr la fase mondiale.
Tutte le immagini verranno usate a corredo delle voci dell’eciclopedia libera Wikipedia in tutte le lingue. Lo scorso anno, uno dei vincitori, Pierino1974, ha immortalato la fioritura nell’Oasi dei Calanchi di Atri (Te).

martedì 30 luglio 2013

Anche Groupon insieme al Wwf per sostenere le oasi

È partita a giugno 2013 la prima campagna di Groupon a favore del Wwf Italia, nell’ambito del progetto più ampio che vede la collaborazione internazionale fra il colosso leader mondiale nel settore dei gruppi di acquisto e le sedi Wwf di 28 paesi.
Grazie a questa collaborazione, anche gli utenti italiani potranno sostenere le oasi Wwf attraverso il progetto “Natura Italia”.
Collegandosi al sito di social shopping, gli iscritti avranno la possibilità di donare tra i 3 e i 30 euro a favore del fondo mondiale per l’ambiente.
La raccolta fondi sarà utilizzata  a favore di due progetti. Il primo è “Oasi per l’orso”, fra le montagne dell’Adamello-Brenta, in Trentino. In Italia, oramai, sono rimasti meno di 100 esemplari d'orso, la maggior parte dei quali vive sulla Alpi. Questo animale ha bisogno di grandi spazi per poter sopravvivere, ed è quindi fondamentale la nuova area protetta del Wwf.
Il secondo progetto riguarda la “Spiaggia di Scivu”, ad Arbus, in Sardegna, distesa di dune alte e sabbiose e macchia mediterranea in cui vivono rare piante endemiche e animali come il cervo sardo e la tartaruga marina.
Per ogni coupon solidale del valore di almeno 10 euro, di avrà diritto alla visita gratuita di una delle dieci oasi selezionate dal Wwf per l’iniziativa.

lunedì 8 luglio 2013

Una carta di credito per sostenere le Oasi del Wwf

Nell’ambito del percorso ambientale intrapreso nel 2008 in collaborazione con Wwf Italia, il gruppo UniCredit ha lanciato una carta di credito (UniCreditCard Wwf) che servirà a sostenere l’attività delle Oasi in Italia, il progetto Wwf di conservazione della natura.


UniCreditCard Wwf offrirà tutti i normali servizi di qualsiasi carta di credito ma in più darà un sostegno concreto alla natura italiana senza costi aggiuntivi per i possessori. Il 3 per mille delle spese effettuate con la carta andrà ad accumularsi in un fondo gestito da UniCredit. I contributi del fondo saranno a favore del Progetto Oasi Wwf, in particolare di tutte quelle attività che quotidianamente vengono svolte, come la cura delle piante malate e degli animali feriti, la manutenzione dei sentieri, delle attrezzature, dei centri di visita e la vigilanza.
La UniCreditCard Wwf va richiesta in tutte le agenzie del gruppo UniCredit.
Ma quest’anno la collaborazione fra UniCredit e Wwf non si ferma qui. Il gruppo bancario, infatti, è sponsor principale di Festa Oasi e, per questa occasione, ha lanciato la nuova card Genius Wwf, una prepagata nominativa con codice Iban. Il costo di emissione della carta (5 euro) verrà devoluto al Wwf per sostenere l’attività delle Oasi.

martedì 25 giugno 2013

Tim Reclog, il social voice targato Telecom

Foto o video? La bellezza della pura immagine, l’istante congelato nel suo attimo migliore o la completezza dell’azione con tutti i suoi suoni?
Provate invece a immaginare una foto sonora. Lo splendore dell’immagine catturata a cui si aggiunge il sottofondo dell’audio. Magari dei suoni che si stavano sentendo mentre veniva scattata la fotografia, o magari un messaggio di accompagnamento registrato.
Per avere una galleria di immagini che, appena sfiorate, diano sensazioni uniche, accompagnate dai suoni registrati che più ci piacciono, oggi c’è Reclog, un’app gratuita che consente di aggiungere l’audio alle foto scattate con l’iPhone.
Reclog nasce grazie al programma Working Capital di Tim, che aiuta le startup italiane più meritevoli a diventare realtà di successo. Un’altra bellissima idea con cui l'azienda di telefonia penetra sempre più il mondo dei social media per essere ancora più vicino ai giovani. Col programma Working Capital di Tim, Reclog ha vinto nel 2011 un grant d’impresa del valore di 25 mila euro, e oggi è già una realtà consolidata. Ideato dal siciliano Biagio Teseo, Reclog è il social voice che apre una nuova, emozionante era nel modo di comunicare. “Un mix tra la foto e l’audio, un quantum leap per qualsiasi comunicazione, sia personale che corporate”, afferma Teseo. “In un mondo che ha fretta e che comunica in modo smart, Reclog permette di farlo senza rinunciare alle emozioni che solo la voce può trasmettere”.
Un login semplice con l’account Facebook o una registrazione diretta su Reclog: scatti le foto o le prendi dalla tua galleria fotografica, registri i suoni che vuoi e sei pronto per condividere la tua take su Reclog, Twitter, Facebook o Tumblr.
L’app ti mette a disposizione anche 21 filtri fotografici da applicare in tempo reale per personalizzare le tue take e con il “tilt-shift” radiale le tue foto assumeranno un aspetto veramente professionale. Con il Buzz, invece, puoi vedere le take dei utenti di tutto il mondo! Perché non lasciare un applauso o un commento ironico alle take dei tuoi amici?
Per ascoltare i suoni è sufficiente toccare l’icona dell’autoparlante, mentre il pulsante rosso in basso è il “Rec&Shot”: lo premi ed entri in modalità take, scatti la foto (o la prelevi dalla galleria immagini), applichi il filtro che più ti piace e sei pronto per condividerla con chi vuoi.
D’ora in poi dimentica la classica fotografia. Reclog, applicazione indipendente sviluppata in collaborazione con Tim, è il social voice che ti permetterà di vivere emozioni completamente nuove: sentire il rumore del mare mentre guardi la fotografia in cui abbracci la tua fidanzata davanti al tramonto, oppure rivedere l’immagine del tuo bimbo e risentire la sua voce la prima volta che ha detto la parola “mamma”…

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lunedì 24 giugno 2013

Il concorso di Infiniti per ridisegnare la sedia pieghevole

L’uomo contemporaneo necessita di complementi d’arredo compatti e funzionali, in grado di sfruttare al meglio l’ambiente a disposizione…”. Così recita l’oggetto del bando di concorso per giovani designer under 30 che Infiniti (gruppo Omp) ha lanciato quest’anno con il preciso intento di ridisegnare la sedia pieghevole.
Infiniti design de-contest, infatti, si è intitolato nel 2013 “Under R3v0lution Chairs” e ha premiato un solo vincitore, che si è aggiudicato la somma di 5 mila euro, consegnata durante una cerimonia ufficiale in occasione della settimana del Salone del Mobile di Milano, che si è svolto dal 9 al 14 aprile 2013.
Ad aggiudicarsi il primo posto è stato l’argentino Nicolàs Calandri, che ha proposto una struttura monoscocca in polipropilene, con forma tondeggiante e le gambe che si chiudono a compasso. Calandri è riuscito a conciliare al meglio le caratteristiche che necessariamente deve avere una sedia pieghevole: praticità (la sedia si deve chiudere con un gesto semplice), robustezza (per i movimenti a cui è sottoposta) ed economicità.
Turtle, dell'argentino Nicolàs Calandri, vincitore del concorso
La sedia di Calandri, Turtle, si distingue per il suo aspetto formale organico, l’immagine fresca e giovane, in sintonia con i sempre più ridotti spazi abitativi. La sedia è perfetta per interni o esterni.
Milly, dell'italiano Francesco Ludovico Bertin
La giuria che ha scelto il vincitore del concorso era formata dal presidente di Infiniti e Omp group, Giovanni Pegoraro; dall’architetto e designer Paolo Orlandini; dalla giornalista di Elle Decor, Paola Carimati e dal direttore di RCasa, Aurelio Magistà.
Unplec, degli spagnoli José Lopez-Aguilar e Roger Castro
Menzione speciale anche al progetto dell’italiano Francesco Ludovico Bertin, una sedia in legno naturale dal nome Milly e a Unplec, degli spagnoli José Lopez-Aguillar e Roger Castro: un trionfo di semplicità fatta riciclando le cassette di plastica dell’ortofrutta.

Telecom ISL. Senza limiti è più bello

È appena iniziata l’estate e già possiamo navigare… Sì, ma nel web, e senza doverci preoccupare di Giga usufruiti o di ore consumate.
Perché Telecom, questa estate, propone la sua Adsl illimitata con offerte davvero incredibili: tutto il web che vuoi, con oltre 2 milioni di Giga inclusi ogni mese a 7 Mega di velocità di download e la linea telefonica fissa di casa inclusa!
Ma cosa ha di così speciale questa offerta?
Innanzitutto sono le promozioni sui costi di attivazione che sono veramente incredibili: aderendo alla promozione entro il  31/8/2013, i costi dell’attivazione della linea telefonica fissa e dell’Adsl sono completamente gratuiti, se si aderisce alla promozione mantenendo la linea e l’Adsl per almeno 24 mesi. In pratica si tratta di un risparmio rispettivamente di 96,80 euro per la linea base e di 79,00 euro per la Adsl!


Ma il vero mare di offerte riguarda i costi fissi di abbonamento, per i quali le promozioni non vanno comunicate. Sarà il cliente a recarsi nei negozi Telecom per scoprire quale offerta è valida in quel tale periodo. Fino al 31/8/2013, per esempio, l’abbonamento costa soltanto 19,90 euro al mese per 6 mesi e, se la richiesta di attivazione viene effettuata entro il 30/6/2013, la promo è valida per un anno intero. Allo scadere della promozione il costo di abbonamento passerà a 37,90 euro al mese.
Nei negozi Telecom troverete gli splash o i bollettoni con la Call to Action “Scopri qui  la promozione del mese!”, per venire a conoscenza di volta in volta delle sorprese che ci riserva l’Adsl illimitata di Telecom.
Punto di forza dell’offerta è l’inclusione della linea telefonica del fisso di casa, che offre la possibilità di effettuare chiamate a 0 centesimi verso tutti i numeri fissi nazionali (con solo 16 centesimi alla risposta). A queste si possono aggiungere chiamate internazionali verso oltre 80 paesi del mondo. Le telefonate verso i numeri fissi comprendo anche un’ora al mese di chiamate gratis e la possibilità di chiamare parenti e amici sui cellulari con un’ora di chiamate gratis al mese allo stesso prezzo delle telefonate dei numeri nazionali.
E i rgazzi innamorati degli sms? Con l’offerta di Telecom avranno a disposizione ben 300 sms gratis al mese!
E, per chi non dovesse disporre di un modem, Telecom vi offre la possibilità di averne uno Wi-Fi. Insomma, la massima libertà di navigazione che si può pensare per la propria famiglia, dove spesso si sovrappongono le esigenze di adulti e ragazzi. E, inoltre, Internet senza limiti di Telecom è garanzia di qualità e affidabilità del servizio.
Stanco di controllare quanti Giga hai già usato questo mese o quante ore di navigazione hai già effettuato? Liberati da ogni tipo di limitazione e dalle sorprese sui costi: con Internet senza limiti puoi scegliere l’offerta che meglio si addice alle tue esigenze e sai sempre quello che spendi. E navighi insieme a tutta la famiglia senza pensarci più. Perché Adsl illimitata di Telecom è davvero la migliore Adsl 7 Mega che puoi trovare!
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venerdì 17 maggio 2013

Working Capital 2013

Come fanno le idee ambiziose e il talento a crescere e trasformarsi in imprese e in business? Con il coraggio di fare, la determinazione e, naturalmente, le opportunità.
Working Capìtal Accelerator è il programma firmato Telecom Italia che da qualche anno aiuta le idee talentuose italiane a trasformarsi in impresa.
Per favorire l’incontro tra gli startupper, gli investitori e le community territoriali, Working Capital 2013 quest’anno inaugura tre nuovi punti di accelerazione, nodi nevralgici della digital innovation italiana: Milano, Roma e Catania.
Gli spazi, aperti dal 19 aprile, costituiscono veri punti di contatto per quanti abbiano a cuore i temi dell’innovazione. In questo modo le community territoriali possono usufruire di spazi di networking e formativi sui temi che interessano maggiormente.
In ognuno di questi spazi verrà avviato un programma di accelerazione di tre mesi (a luglio, settembre e ottobre) dove mentor specifici potranno supportare minuziosamente gli startupper nello sviluppo delle proprie idee.
Il programma sarà dedicato proprio alla fase dello sviluppo produttivo  e alla gestione del business: gli startupper potranno confrontarsi fra di loro, con venture capitalist e imprenditori di successo.
Working Capital 2013 assegnerà 30 grant di impresa del valore di 25 mila euro ciascuno nei settori Internet, digital life, mobile evolution e green. I 30 grant verranno suddivisi in questo modo: 15 andranno alle sartup selezionate per il programma di accelerazione e altri 15 alle startup che hanno partecipato alla Call grant d’impresa ma non hanno partecipato al programma di accelerazione (sia perché non ritenuti idonei oppure perché non lo hanno richiesto). La Call, aperta dal 19 aprile, chiuderà il 30 settembre.
Per registrarsi al programma devi caricare il tuo progetto entro e non oltre il 30 maggio, giorno della prima deadline della Call for ideas, e indicare  in quale delle tre sedi  desideri seguire il percorso di accelerazione.
Grossissima novità di Working Capital 2013 è il Repository WCAP, una piattaforma sviluppata in collaborazione con la Kauffman Society. Nel Repository sono depositati tutti i progetti che hanno partecipato alle edizioni precedenti, che si rendono così disponibili alla consultazione anche da parte degli investitori nazionali e internazionali.
Se pensi di avere idee innovative e la voglia di vederle realizzate faccelo sapere lasciando un commento all’articolo, visiona il regolamento dell’iniziativa e tieniti informato giorno per giorno sulla pagina di Facebook dedicata.
Il tuo sogno può diventare realtà con Working Capital 2013: clicca qui sotto, visita il sito e ricorda che “Niente è sbagliato. C’è solo da fare”.



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giovedì 9 maggio 2013

Ebenezer Butterick e la nascita del prêt-à-porter

Una delle invenzioni che ha delineato il volto della moderna industria dell’abbigliamento è sicuramente quella delle “taglie” dei vestiti. Perché l’abbigliamento moderno preconfezionato, fino al 1860, era venduto praticamente in sole due misure. Si trattava per lo più di abiti larghi e informi acquistati da contadini e marinai per le occasioni speciali. Le altre classi sociali usavano abiti su misura, ordinati e confezionati dai sarti.
Bisogna aspettare la Guerra civile americana (1860-1865) perché la necessità faccia venire la geniale intuizione a un sarto di Sterling (Massachussets), Ebenezer Butterick. Nei primi tempi della guerra la distribuzione delle uniformi ai soldati avveniva nelle case dei sarti dell’esercito, ma con il proseguimento del conflitto, nacque a necessità di accelerare la distribuzione del vestiario militare: il confezionamento, quindi, passò dai sarti alle fabbriche.
Fu qui che il ripetersi con regolarità di alcune misure prese ai soldati, come la circonferenza del torace, fece venire l’intuizione di sviluppare modelli standard.
L’idea fu raccolta da Ebenezer Butterick che inventò i primi cartamodelli graduati (conosciuti come modelli di cucitura graduati) per abiti femminili di lusso.

I modelli graduati di Butterick
Alla rivoluzione di Butterick partecipò anche la moglie, la signora Ellen Augusta Butterick Pollard, stanca degli abiti proposti in una sola dimensione, a volte anche in una dimensione diversa per ogni modello.
I Butterick pensarono quindi ai moderni cartamodelli in carta velina con le sagome delle varie taglie da riportare sui tessuti con il gesso. Essendo un sarto su misura, Butterick conosceva modelli personalizzati apprezzati dai suoi clienti e conosceva il processo di classificazione di un modello di “stock” per un formato personalizzato.
L’utilizzo della carta velina offriva il vantaggio di essere abbastanza sottile da poter essere tagliata in strati di diverse decine di pezzi, facilitando la produzione di massa, e di poter essere spedita da Sterling in tutto il paese con minimo ingombro.
I modelli di Butterick spopolarono subito, perché rispondevano all’esigenza produttiva di vestiti per coloro che non avevano la possibilità economica per farsi confezionare un abito su misura. La vendita si espanse così tanto che in un anno i Butterick  lasciarono la loro casa di Sterling, per aprire una fabbrica al 192 di Broadway Street, a New York. Per promuovere maggiormente i modelli, Butterick iniziò a pubblicare una rivista trimestrale. Nel 1868, sul mensile Metropolitan proponeva i modelli e offriva notizie di moda e consulenze, nonché servizi di vendita per corrispondenza.
Nel 1873, la Butterick & Co. ha iniziato a pubblicare The Delineator, che, alla fine del secolo, è diventata la prima rivista femminile negli Usa.
Sito web per questa immagine: Wikipedia.org

mercoledì 8 maggio 2013

Pick1, Parlaci di te

Certo che TIM ultimamente si fa davvero in quattro per dare maggiore valore aggiunto ai suoi prodotti e per cercare di ottimizzare l’offerta dei servizi alla propria clientela.
L’attenzione per i nuovi trend e le nuove tendenze tecnologiche non potevano che portare TIM a costruire una vera e propria community e alla sempre più costante presenza sui social.
Un grosso passo in questa direzione, che si pone come obiettivo ultimo quello di conoscere maggiormente la propria clientela, è la partnership con Pick1, l’idea social nata dalle menti di Paolo Privitera e Armando Biondi che mette a disposizione uno strumento per raccogliere opinioni ed elaborare ricerche di mercato, in modo particolare sui social media. Confrontandosi con il mondo social, TIM ricerca la possibilità di sapere cosa pensano gli utenti del proprio brand.
In questo senso, la collaborazione di TIM con Pick1, è un sondaggio sulle abitudini che riguardano il consumo dei media, per conoscere il modo in cui si comportano i suoi utenti.
È il trend del momento: usare mezzi di comunicazione come i social network per esprimere opinioni su altri mezzi di comunicazione social.
Così su Facebook o su Twitter passano sempre più commenti su ciò che si sta guardando alla televisione o che si sta ascoltando alla radio. Nel web girano le opinioni di noi tutti su quello che pensiamo degli altri media.
Il sondaggio in questione, “ParlaciDiTe”, che si trova in una Tab di Facebook a questo link ParlaciDiTe, è un request a cui si risponde in pochissimo tempo (le domande sono solo tre). Una volta dato il consenso all’applicazione, l’utilizzo di ParlaciDiTe è visibile sul profilo, in modo da favorire la partecipazione degli utenti al sondaggio.
La prima domanda riassume veramente la filosofia dell’iniziativa, ovvero indagare su cosa facciamo mentre siamo collegati a Internet. Una volta che si è scelta la risposta fra le sei proposte si clicca sul tasto rosso “VAI AVANTI” e si passa alla domanda successiva: “Ti capita mai di commentare il programma o la trasmissione radio sui social network?”.
E, leggendo questa domanda, mi vengono in mente le centinaia di commenti che posto e che vedo postare dagli amici e che riguardano trasmissioni che si stanno guardando o ascoltando. E TIM intende lavorare su questa tendenza, ovvero sul fatto che oggi i media si consumano contemporaneamente.
E voi siete pronti a farci sapere quali sono le vostre abitudini sul consumo dei media? Rispondete al sondaggio “ParlaciDiTe”, condividete il post sui social e lasciate i vostri commenti sull’iniziativa.


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venerdì 3 maggio 2013

Come riconoscere le etichette dei prodotti a basso impatto ambientale

Ogni consumatore, attraverso le sue scelte, ha la possibilità di orientare il mercato influenzando le politiche commerciali delle aziende produttrici. Una maggiore diffusione dei prodotti sostenibili può contribuire a rivedere il modello economico di sviluppo attuale, perché lo sviluppo sostenibile è diventata una questione decisiva da seguire. Nelle scelte quotidiane il consumatore dovrebbe tenere presente il ciclo di vita del prodotto, da quando e come è nato a quando e come verrà smaltito nell’ambiente. In tema di sostenibilità ambientale si fa riferimento a due categorie principali: quella legata all’ambiente e quella legata agli aspetti etico-sociali.
Gli aspetti etico-sociali si riferiscono soprattutto alla fase di produzione e riguardano in genere la provenienza del bene di consumo, a chi lo ha fabbricato e in quali condizioni di lavoro è stato prodotto. Gli aspetti legati all’ambiente riguardano sia la fase di produzione (ovvero quali impatti ambientali derivano dalla produzione del bene) sia la fase di attività e smaltimento del prodotto. Per orientare i consumatori nella scelta di prodotti eco-sostenibili esistono vari marchi di certificazione riportati sulle confezioni, che devono corrispondere a questi requisiti:
  • devono avere carattere internazionale o nazionale;
  • deve essere presente un comitato scientifico internazionale;
  • ci deve essere una verifica da una parte terza indipendente che ne assicuri l’attendibilità.
Ecco i marchi più diffusi che soddisfano questi requisiti

l’etichetta energetica che classifica l’efficienza degli elettrodomestici;





il marchio Pefc (Sistema di certificazione per la gestione forestale sostenibile);






il marchio Msc (Marine Stewardship Council) che certifica la sostenibilità dei prodotti ittici;



il marchio Eu-ecolabel, definito dalla Commissione europea, che definisce il rispetto dell’ambiente del prodotto durante tutto il suo ciclo di vita;



il marchio Agricoltura biologica, istituito dall’Unione europea, che si trova su prodotti alimentari quali carne, frutta, verdura, pasta, riso, farina, biscotti, uova ecc., e garantisce che nella coltivazione dei prodotti agricoli o negli allevamenti vengano adottati sistemi basati sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali e il benessere degli animali. La sua presenza esclude l’utilizzo di Ogm;

il marchio Fsc, definito dalla Ong internazionale Forest stewardship council, che garantisce la gestione responsabile e corretta delle foreste e garantisce che i prodotti derivati dal legno provengano da boschi e piantagioni a gestione controllata;



il marchio Dolphine safe, registrato dalla Ong Earth Island insitute, che rappresenta l’attuazione del Piano internazionale per la tutela dei delfini. Si trova principalmente sulle confezioni di tonno in scatola e garantisce che la provenienza dei tonni derivi da tecniche di pesca che non causino la cattura accidentale dei delfini;
 


Friend of the sea, certificazione dell’omonima associazione, garantisce un prodotto sostenibile sia da pesca che da allevamento, con pesche che avvengono in acque non sovrasfruttate e con metodi rispettosi dell’ecosistema;



marchio riconosciuto a livello internazionale per le aziende produttrici di cosmetici è la certificazione Stop ai test su animali, messa a punto dalle maggiori organizzazioni animaliste mondiali guidate dalla Coalizione europea contro la vivisezione;
 

è il marchio di garanzia del Commercio equo e solidale, partnership commerciale che ha come obiettivo una maggiore equità nel mercato internazionale. Assicura che vengano rispettati i diritti e le condizioni di lavoro delle comunità produttrici del Sud del mondo.

martedì 30 aprile 2013

Smart Cities, il progetto per migliorare il futuro delle città

Si chiama Smart Cities ed è uno degli otto progetti pilota presentati in un video, realizzato dall’agenzia Pomilio Blumm, per illustrare la campagna del PON per la Ricerca e la Competitività 2007-2013. Il PON (Programma Operativo Nazionale) ha in carico il finanziamento di progetti che hanno come obiettivo il miglioramento delle nostre città: attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie vengono semplificati i servizi e le informazioni per i cittadini e, attraverso l’utilizzo di nuove energie, viene promossa la crescita sostenibile.
Il PON è gestito dal MIUR, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, affiancato dal Ministero dello sviluppo economico; le risorse sono in parte europee e in parte italiane. Il PON ReC 2007-2013 ha individuato quattro regioni obiettivo (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) su cui investire ben 6 miliardi di euro, cifra che nei primi cinque anni ha permesso al PON di finanziare gruppi con prevalente componente universitaria per sviluppare progetti finalizzati al benessere delle comunità urbane.
Programmi che hanno come obiettivo lo sviluppo della forza progettuale nel Mezzogiorno italiano: è qui infatti che l’alto grado di istruzione universitaria trova maggiori difficoltà di sbocchi professionali adeguati al tipo di istruzione.
Gli ambiti di intervento, integrati fra loro, vanno dalla scuola alla gestione dei rifiuti, dalla pubblica amministrazione alla ricerca di nuove energie, dallo sviluppo della cultura e del turismo alla gestione della sanità, dall’ambiente alla mobilità.
Il video presenta due progetti: Smart Cities, che intende realizzare spazi urbani intelligenti attraverso l’utilizzo delle più moderne tecnologie, e Smart educational, che promuove l’utilizzo delle risorse tecnologiche moderne nella scuola e nella pubblica amministrazione e inoltre incentiva l’utilizzo di fonti energetiche alternative nei trasporti.
Il video è disponibile in questi giorni on line su un canale dedicato di Youtube e mette in evidenza i diversi valori sostenuti dal PON; la campagna di comunicazione vuole fornire visibilità a queste iniziative di importanza strategica.
Provate a visitare il sito dedicato al PON ReC 2007-2013, guardate il video di presentazione dell’iniziativa e fatemi sapere cosa ne pensate lasciando un commento al post…

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lunedì 15 aprile 2013

Hard Rock Cafe story: dal vintage Usa al culto del rock, passando per la pop art

Sono 150 sparsi in vari paesi del mondo, ma la catena di ristoranti fondata a Londra nel 1971 non è certo famosa per i suoi menu prelibati. Il vero motivo dell’enorme successo che dura oramai da più di trent’anni è una collezione di circa 85 mila pezzi esposti in parte in ogni singolo locale e che sono appartenuti ai più grandi musicisti e personalità del mondo della musica rock. Sono i bar-ristoranti Hard Rock Cafe, presenti in tutte le maggiori città del mondo.
L'Hard Rock Cafe di Miami
Per saper come nasce Hard Rock Cafe dobbiamo immaginare Londra degli anni Settanta. C’è un piccolo bar-ristorante con pochi posti, il Great American Disaster. Il gestore è un ragazzo di Chicago, Peter Morton, che decide di allestire il locale con souvenir originali americani: il Great American Disaster è l’unico ristorante di Londra che omaggia la cultura d’oltreoceano. Nel 1971 Morton conosce un altro americano trasferito a Londra, Isaac Tigrett, e insieme decidono di aprire un nuovo ristorante per proporre la cucina e il modo di vivere del loro paese. Un’impresa che sembra decisamente difficile in un paese tradizionalista come l’Inghilterra, ma la sfida ha inizio e presto nasce il Don’t Let Your Meatlof Restaurant Co.
L'Hard Rock Cade di New York
Arrivano gli hamburger originali americani, appaiono nel menu il ketchup e i prodotti della Campbell’s, quelli ritratti nei dipinti di Andy Warhol. Alle pareti le caratteristiche insegne made in Usa: vecchie pubblicità, le stravaganti e variopinte targhe automobilistiche, i classici gagliardetti che si trovano così frequentemente appesi nelle pareti degli alloggi degli studenti nei college. La musica è diffusa dal juke box: Elvis Presly è il più gettonato.
Il 14 giugno del 1971 il locale apre al pubblico, con 12 clienti. Nel giro di poche settimane tutte le celebrità di passaggio a Londra vi fanno sosta obbligata: Paul McCartney, Carole King, gli Eagles. Anche Maureen Starkey, l’ex moglie di Ringo Starr, con cui Tigrett inizia una relazione e poi sposa.
Morton e Tigrett affidano a Alan Aldridge il compito di disegnare il logo del ristorante (molto simile a quello attuale), pagando la cifra di 2.500 dollari e fanno stampare delle magliette con il logo, per uso personale.
Nel 1979 Eric Clapton regala a Tigrett la sua chitarra, una Fender Lead II. Ma Tigrett non è capace di suonare e propone a Clapton di appenderla sui muri del locale: è il primo pezzo della più grande collezione di oggetti rock and roll del mondo.
L'Hard Rock Cafe di Las Vegas
A Clapton fanno eco numerosi altri artisti: c’è chi manda i propri strumenti e chi oggetti personali, come magliette firmate.
Morton e Tigrett, però, si trovano spesso in disaccordo sugli allestimenti del ristorante. Nel 1982, dopo l’ennesimo litigio, Morton si fa finanziare da Steven Spilberg, Barry Diller e Peter Gruber e apre un Hard Rock Cafe a Los Angeles: ad accogliere i clienti una Cadillac verde acqua del 1959 che sbuca dal tetto dei ristorante. Nel 1983 Tigrett compra  i diritti di Morton sull’Hard Rock Cafe di Londra: i due si dividono e si spartiscono il territorio degli Stati Uniti: Tigrett apre un Hard Rock Cafe a Dallas e Morton nella sua città natale, a Chigaco.
Da quel momento i locali vengono aperti nelle maggiori città degli Stati Uniti, e ogni volta è una gara per stupire i clienti: Tigrett a New York ripete il motivo della macchina d’epoca inserito nell’architettura esterna. Questa volta di tratta di una Cadillac nera del 1960, messa esattamente sopra l’entrata. Al piano inferiore il grosso bar ha la forma della mitica chitarra Fender Stratocaster e il locale viene riempito con tutte le reliquie collezionate: le chitarre di Eric Claptone, Pete Townshend, Joe Walsh, Jeff Beck e Carl Perkins, un pezzo di batteria di Ringo Starr, la giacca di Elvis Presley.
L'Hard Rock Cafe di Orlando,
a forma di Colosseo
Una volta capito che il successo risiedeva proprio nell’oggettistica, Tigrett cominciò a mettere in vendita anche le magliette con logo del locale, che furono addirittura commercializzate in tutto il mondo.
Nel 1988 i ristoranti aperti erano 16, in quattro continenti, frequentati da star del cinema, della musica e della mondanità: impossibile per il pubblico distinguere quelli di Morton e quelli di Tigrett: il logo era rimasto lo stesso per entrambi e i due ex-soci si rubavano a vicenda le idea per gli allestimenti e cercavano sempre di rendere i loro locali simili a quelli dell’altro. La caccia ai pezzi da collezione diventò una vera e propria lotta, che spesso conduceva entrambi alla stessa rarissima reliquia.
Nel 1989 Tigrett vende la sua parte di Hard Rock (che nel frattempo aveva raggiunto cifre da capogiro) e apre un locale simile che ottiene un discreto successo. Mentre a Morton, nel 1985, viene l’idea di aprire il primo Hard Rock Hotel e il primo Hard Rock Casino, naturalmente a Las Vegas. Il casino ottiene un enorme successo: come insegna, una chitarra al neon alta 25 metri.
L'entrata dell'Hard Rock Cafe di Miami
L'interno dell'Hard Rock Cafe di Londra
L'interno dell'Hard Rock Cafe di New York
Nel 1996 anche Morton vende la sua parte alla stessa società a cui aveva venduto Tigrett, la Rank Oraganization, che riunisce le due catene e le due collezioni, continuando a costruire Hotel e Casino.
Il 7 dicembre del 2006, la Rank Oraganization vende la catena di Hard Rock (per un miliardo di dollari) alla tribù di Seminole della Florida, che aprono un Hard Rock a Orlando facendolo diventare il loro quartier generale. I Seminole e continuano comunque a mantenere lo spirito e le caratteristiche tipiche degli Hard Rock Cafe.
Intanto, il numero dei locali è salito a 150 in numerosi paesi del mondo, ognuno con la sua parte di reliquie e di oggettistica.
La collezione di Hard Rock possiede pezzi unici nel suo genere, a partire da quelli appartenuti ai Beatles, come uno dei primi bassi di Paul McCartney, il testo di Help scritto a mano da John Lennon, la batteria di Ringo Starr, le giacche originali indossate del 1963. Molto riguardo è dato agli oggetti di Elvis Presly (uniformi militari indossate nell’esercito, fotografie e dipinti) a cui nei locali di Las Vegas e Parigi è stata costruita un’apposita nicchia con vetrate colorate. Molti anche gli oggetti di Jimi Hendrix, Bon Jovi, Elthon John e Madonna.



giovedì 4 aprile 2013

Con you&eni vinci Jovanotti

Ragazzi, uno dei grandi eventi musicali dell’estate sarà di certo il Backup Tour di Jovanotti, che torna quest’anno dal vivo con appuntamenti pensati appositamente per gli stadi. Saranno 12 le date in programma, da 7 giugno al 16 luglio, e toccheranno le principali città italiane.
Non vi piacerebbe poter assistere al concerto di Lorenzo, magari approfittando dell’occasione per fare un week-end fuori dalla vostra città?
Sicuramente sì, ed ecco una grande notizia per voi. Per tutto il mese di aprile 2013 you&eni vi offre l’opportunità di vincere 2 biglietti per ognuna delle 12 tappe italiane del tour.
Non è fantastico? Ed è necessario soltanto essere possessori delle carte prepagate you&eni, che possono essere usate come carta fedeltà oppure anche come carta di pagamento. Le carte You&eni non richiedono l’apertura di conto corrente, ti consentono di monitorare i tuoi acquisti e le tue spese in ogni momento e soprattutto di accumulare i punti you&eni, non solo facendo il pieno nelle Eni station, ma anche facendo acquisti negli Eni Café&shop e presso tutti gli esercizi commerciali abilitati CartaSì o MasterCard (in Italia e all’estero) dove solitamente fai il tuo shopping quotidiano. E con i punti accumulati, puoi scegliere come premio anche il carburante omaggio! Scegli la carta fedeltà più adatta a te recandoti sul sito www.youandeni.com.
A tutti i possessori delle carte prepagate, you&eni offrirà la possibilità di partecipare al concorso (fino al 30 aprile 2013) che mette in palio 240 biglietti per il Backup Tour 2013 di Jovanotti. Ben 20 biglietti per ognuna delle 12 tappe previste dal programma, per 10 fortunatissime coppie che potranno scegliere la città a loro più vicina o quella che vorranno visitare approfittando dell’occasione.
 
Ma le sorprese non finiscono qui! Oltre ad assistere al concerto, i fortunati vincitori potranno accedere al backstage per conoscere Lorenzo!
Cosa stai aspettando? Corri subito in una Eni station aderente: con più carburante fai, con più possibilità hai di vincere il Backup Tour di Jovanotti!

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Info e condizioni della carta su youandeni.com e cartasi.it . La funzione di pagamento è gestita da CartaSi. La moneta elettronica memorizzata sulla carta è emessa da ICBPI Concorso valido dal 25 marzo al 30 aprile 2013. Regolamento del concorso su youandeni.com. Montepremi euro 18.528,00 + Iva
Articolo sponsorizzato

lunedì 1 aprile 2013

Le mode che non tramontano: il pantalone Capri

Fa la sua prima apparizione sulle strade di Capri negli anni ’50. A indossarlo è l’icona sexy B.B., l’attrice, modella e cantante francese Brigitte Bardot. A disegnarlo una giovane donna ispirata proprio dai pescatori dell’isola italiana, che alla loro professione dedica il nome del capo d’abbigliamento: pantalone alla pescatora.


Ma in omaggio all’isola che vide il loro debutto, questo pantalone è chiamato anche pantalone Capri. Sono pantaloni aderenti e corti, si fermano appena sotto il ginocchio, e hanno piccoli spacchetti laterali, lunghi appena la lunghezza dell’orlo. B.B. li lancia in tutto il mondo e da allora entrano prepotentemente nell’armadio di ogni donna.
Portati rigorosamente con scarpe basse (tipo ballerine), con camicette bianche di cotone annodate in vita, oppure con magliette di tessuto leggero infilate dentro al pantalone: l’importante è non nascondere il giro vita. E sul lungomare di Saint-Tropez o di Capri si accompagnano con grossi occhiali la sole e grandi borse di paglia.
Dai favolosi anni che ne videro la nascita, il pantalone Capri è tornato alla ribalta alla fine degli anni ’90 in numerose versioni, anche in jeans.

Anche il taglio si adatta alle nuove tendenze: dal rigoroso tubino delle origini la parte finale può allargarsi leggermente ed eliminare gli spacchetti laterali. Oppure viene completamente reinterpretato nel modello “Pinocchietto”, che cessa di essere così attillato per un maggior comfort e per consentire di essere indossato anche alle donne che non possono vantare un fisico da modella. L’utilizzo dei tessuti tecnici ed elasticizzati consente poi di introdurlo nel settore dell’abbigliamento per lo sport. Diventa “a vita bassa”, come impone il mercato, e viene accompagnato da scarpe con tacco alto.
Ma ai giorni nostri la tendenza è quella di ridare al pantalone di B.B. il suo sapore originale, così come lo ricordiamo per le strade dell’isola da cui ha preso il nome.