mercoledì 28 novembre 2012

Il rimedio antirughe amato a Buckungham palace

Kate Middleton
Se non vi siete ancora rassegnate a spalmare sulla pelle del vostro viso creme alla bava di lumaca o al siero di vipera, ecco pronto in arrivo dal mondo animale l’ultimo succedaneo della tossina del botulino, ovvero la crema al veleno delle api.
La sostanza che iniettano questi insetti provoca molte reazioni negative nell’organismo umano, ma recenti studi sembrerebbero aver registrato anche un effetto positivo come rimedio antirughe, ovvero quello di stimolare la produzione di collagene ed elastina, rilasciare melitina (un aminoacido naturale con proprietà antinfiammatorie), aumentare l’afflusso di sangue per rinvigorire la pelle, rimuovere le cellule morte e generare un effetto tensivo.
L’idea è arrivata da un apicoltore brasiliano, che ha ottenuto l’autorizzazione del composto dalle autorità governative. Una volta spalmata sul viso, la crema al veleno di api provocherebbe un leggero pizzicorino; nulla in confronto alle iniezioni di botox, ma con risultati del tutto simili.
Camilla Parker Bowles
Come tutti i rimedi stravaganti, anche la crema al veleno di api ha dei testimonial d’eccezione. Sembra infatti che sia gradita non di meno che alla royal family inglese: ne farebbero uso regolare Kate Middleton e Camilla Parker Bowles.
E, come tutti i prodotti di nicchia, non mancano di apprezzarlo neppure le star dello spettacolo, come Michelle Pfeiffer, Gwyneth Paltrow e Kylie Minogue. D’altronde il mondo dei vip ci ha abituato alle stranezze anche in fatto di cosmesi, basti pensare alla crema antirughe di Victoria Beckham a base di placenta di pecora e scaglie d’oro o a quella di Tom Cruise, che contiene escrementi di usignolo giapponese misti a crusca di riso.

giovedì 15 novembre 2012

Ridisegna la tua città: concorso RiutilizziAMO l’Italia

Sicuramente anche nella tua città o nel tuo quartiere esistono aree dimesse. E ogni volta che ci passi vicino ti viene da pensare che, magari, ti piacerebbe un giorno vedere sorgere un bel parco con pista ciclabile o un centro servizi con una biblioteca.
Se ami le sfide e ti piace essere attivo nel territorio, ecco la campagna che fa per te: RiutilizziAMO l’Italia, il progetto pensato dal Wwf per recuperare le aree urbane degradate.

Fino al 30 novembre ogni cittadino può mandare la segnalazione delle aree dimesse che conosce e indicare anche un’idea per il loro recupero. Sono già molte le aree segnalate arrivate in risposta all’invito della campagna Wwf RiutilizziAMO l’Italia, che conta anche sulla partecipazione di docente universitari ed esperti provenienti da 11 unversità.
Per partecipare basta recarsi sul sito www.wwf.it/riutilizziamol’italia e compilare la scheda di censimento dell’area, poi indicare un progetto di riqualificazione sostenibile che assegni nuove destinazioni d’uso all’area in questione.
Per orientarsi sulle caratteristiche che devono avere le aree su cui occorre concentrarsi, il Wwf ha messo a disposizione sul sito le tipologie da segnalare:

  • aree industriali dimesse o parzialmente inutilizzate;
  • le aree marginali all’urbanizzazione;
  • le aree da bonificare;
  • le aree da riqualificare;
  • le aree demaniali militari:
  • i sedimi ferroviari;
  • le aree comprese fra linee ferroviarie e stradali;
  • capannoni abbandonati
  • l’edilizia rurale abbandonata
  • gli edifici non utilizzati
Questo progetto ha per scopo sensibilizzare le comunità locali alla riqualificazione del territorio e avviare così un grande progetto di recupero. Tra tutte le proposte arrivate, il Wwf ha selezionato finora quattro proposte simbolo:

  1. un parco urbano con fattorie didattiche al posto di un ospedale pericolante a Torino;
  2. un’area verde con edifici recuperati in modo ecosostenibile per riqualificare un’area degradata;
  3. accanto al Parco di Tor Fiscale e riagganciarla al sistema naturalistico del Parco dell’Appia Antica;
  4. un arsenale dell’esercito con edifici abbandonati e aree naturali ai piedi della collina di Posillipo di Napoli;
  5. un punto di ritrovo multiservizi per creare posti di lavoro e incentivare il turismo al posto di un lido abbandonato sulle spiagge di Sassari.