sabato 1 settembre 2012

British design: uno stile che fa tendenza dal dopoguerra

Dalla sontuosa scenografia dell’incoronazione della regina Elisabetta a Lara Croft: il più importante museo del mondo dedicato alle arti applicate e minori, il Victoria & Albert Museum di Londra, ha dedicato una grande mostra alle icone del design inglese che hanno fatto tendenza negli ultimi settant’anni, riportando l’attenzione su un classico del design: il British style.

Le sedie create da Ron Arad

La Jaguar E-Type
La mostra, intitolata British Design 1948-2012, è stata aperta il 31 marzo e si è chiusa il 31 agosto del 2012 e si è proposta di rimarcare quanto lo stile inglese abbia influenzato da moda, l’arredamento, l’architettura, la fotografia, il graphic design.
Dalla minigonna ideata da Mery Quant alla Jaguar e al Concorde; dalla Mini Minor al punk; ma anche le copertine dei dischi dei Beatles, gli oggetti di arredamento di Bian Long e Ron Arad: l’influenza britannica nella progettazione degli oggetti trendy rimane indiscussa.


Un servizio Tea for Two
Tanto che questo stile si trova da sempre nelle nostre case: dai portoncini alle finestre, dai complementi di arredo agli oggetti di uso quotidiano, eternamente diviso fra la tradizione di Laura Ashley e l’estremismo più spinto di Jamie Reid, che nel 1977 realizza il famoso poster per pubblicizzare il singolo God save the Queen dei Sex Pistols.
Il manifesto di Jamie Reid per il singolo
God Save the Queen dei Sex Pistols
D’altra parte, si sa, le mode dei giovani degli anni ’60 arrivano in tutto il mondo firmate con i colori dell’Union Jack: la trasgressione è inglese, nonostante i forti valori tradizionali legati alla monarchia e ai suoi stili classici. 
Ed è forse in questa contraddizione che sta il fascino di questo paese, che al formalismo dello stile vittoriano accosta l’arte che arriva dalla strada, genera talenti artistici che si scostano dal concetto di Belle arti  per prediligere quello delle arti applicate: una collaborazione fra design, fotografi, pittori grafici e creatori di moda che non ha confronti.
Così succede che la copertina dell’album dei Beatles, Sgt. Peppers (1967) è firmata da Peter Blake, e il gruppo di lavoro che ha creato Avatar ha studiato al Bournemouth College of Art
Peter Blake firma la copertina di Sgt. Peppers dei Beatles (1967)

6 commenti:

  1. Wow, la Jaguar E-Type è uno spettacolo!

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  3. A me piacciono molto le porcellane inglesi, campanelle in primis.

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  4. Quanto mi piacciono le porte inglesi ed irlandesi!

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