martedì 18 settembre 2012

Tendenze: il ritorno del “placcato oro”

Se non siete così bravi a distinguere l’oro dai metalli placcati in base al differente peso specifico, dovete esclusivamente affidarvi al prezzo: se costa poco allora non si tratta di oro, ma di metalli placcati, solitamente argento e ottone.
Un tipo di produzione che è iniziata già nell’era dell’Art Nouveau e che ha spopolato nell’America degli anni Trenta, dove ha preso un nome che oggi è un punto di riferimento per gli appassionati di vintage: “costume jewelry”, ovvero bijoux fantasia realizzati in metalli dorati.
Certo oggi non si usa più il vecchio bagno galvanico per rivestire di oro i metalli: le tecniche moderne sono molto più complesse. I sistemi più usti sono il Pvd (Physcal vapor deposition) e i’IP (Ion plating, placcatura agli ioni). Questi nuovi trattamenti sono molto più resistenti della vecchia placcatura e permettono anche di ottenere colori diversi.
A riproporre i metalli dorati sono state ultimamente grandi firme della moda, ed è sicuro che diventerà subito una vera e propria tendenza.
Calvin Klein ha inserito nella collezione del 2012 l’orologio da polso femminile “ck Accent”: la cassa è in acciaio con trattamento Pvd oro rosa, uguale alle lancette. Il quadrante è argenté soleil e il cinturino completamente bianco, in pelle effetto coccodrillo. Movimento al quarzo Swiss made.

Emporio Armani propone “Retro”, orologio da polso per uomo con cassa in acciaio lucido con finitura Ip rose gold. Quadrante e citurino in pelle stampa coccodrillo color cioccolato. Indici nei toni più caldi dell’oro. Movimento al quarzo con datario.


sabato 1 settembre 2012

British design: uno stile che fa tendenza dal dopoguerra

Dalla sontuosa scenografia dell’incoronazione della regina Elisabetta a Lara Croft: il più importante museo del mondo dedicato alle arti applicate e minori, il Victoria & Albert Museum di Londra, ha dedicato una grande mostra alle icone del design inglese che hanno fatto tendenza negli ultimi settant’anni, riportando l’attenzione su un classico del design: il British style.

Le sedie create da Ron Arad

La Jaguar E-Type
La mostra, intitolata British Design 1948-2012, è stata aperta il 31 marzo e si è chiusa il 31 agosto del 2012 e si è proposta di rimarcare quanto lo stile inglese abbia influenzato da moda, l’arredamento, l’architettura, la fotografia, il graphic design.
Dalla minigonna ideata da Mery Quant alla Jaguar e al Concorde; dalla Mini Minor al punk; ma anche le copertine dei dischi dei Beatles, gli oggetti di arredamento di Bian Long e Ron Arad: l’influenza britannica nella progettazione degli oggetti trendy rimane indiscussa.


Un servizio Tea for Two
Tanto che questo stile si trova da sempre nelle nostre case: dai portoncini alle finestre, dai complementi di arredo agli oggetti di uso quotidiano, eternamente diviso fra la tradizione di Laura Ashley e l’estremismo più spinto di Jamie Reid, che nel 1977 realizza il famoso poster per pubblicizzare il singolo God save the Queen dei Sex Pistols.
Il manifesto di Jamie Reid per il singolo
God Save the Queen dei Sex Pistols
D’altra parte, si sa, le mode dei giovani degli anni ’60 arrivano in tutto il mondo firmate con i colori dell’Union Jack: la trasgressione è inglese, nonostante i forti valori tradizionali legati alla monarchia e ai suoi stili classici. 
Ed è forse in questa contraddizione che sta il fascino di questo paese, che al formalismo dello stile vittoriano accosta l’arte che arriva dalla strada, genera talenti artistici che si scostano dal concetto di Belle arti  per prediligere quello delle arti applicate: una collaborazione fra design, fotografi, pittori grafici e creatori di moda che non ha confronti.
Così succede che la copertina dell’album dei Beatles, Sgt. Peppers (1967) è firmata da Peter Blake, e il gruppo di lavoro che ha creato Avatar ha studiato al Bournemouth College of Art
Peter Blake firma la copertina di Sgt. Peppers dei Beatles (1967)