sabato 25 ottobre 2014

Shopping compulsivo e dipendenza da rete: ecco le nuove droghe

I Sert, i Servizi pubblici del Sistema sanitario nazionale per le tossicodipendenze, hanno allargato il loro bacino di utenza a una nuova tipologia di clientela. Quella che non fa uso di sostanze farmacologiche tossiche, ma che è affetta da dipendenze compulsive. Fra queste sembra essere dilagante l’irrefrenabile impulso a comprare vestiti o oggetti di cui non si ha necessità, fino a delapidare interi stipendi.
Questo nuovo fenomeno viene chiamato “shopping compulsivo” e ha effetti devastanti: chi ne soffre può arrivare a comprare decine di paia di scarpe in una sola mattina, o riempire la stanza del figlio di nuovi giocattoli o di telefoni cellulari. O anche spendere migliaia di euro in centri benessere. Per poi dimenticarsi nel giro di pochi giorni di avere in casa oggetti anche tutti uguali e assolutamente non necessari.
Per non parlare degli acquisti on-line, dove il fenomeno viene amplificato dai tempi ridotti per gli acquisti. E, come i veri tossicodipendenti, i soggetti arrivano non solo a spendere tutti i soldi in loro possesso, ma anche a chiedere prestiti a parenti o amici (o addirittura finanziamenti a rate) pur di soddisfare la loro sete di acquisiti. Vista la crescita allarmante del fenomeno, in molte città italiane le Asl si stanno attrezzando affinché i Servizi per le tossicodipendenze istituiscano sezioni dedicate alla terapia di gruppo per questi nuovi malati. Perché, secondo le stime fornite dalla società che a Bolzano si occupa delle dipendenze compulsive, la Siipac, il fenomeno dei disturbi di acquisto riguarderebbe addirittura il 3% degli italiani.
Ma l’acquisto compulsivo non è la sola deviazione comportamentale che oggi deve allarmare: i dati forniti dai Sert indicano che le nuove dipendenze sono una vera e propria galassia. Alla mania degli acquisti si affiancano due altri grandi fenomeni: quello della dipendenza dal gioco d’azzardo e quello della dipendenza dalle nuove tecnologie, ovvero persone che dedicano un tempo eccessivo alla navigazione in rete, imbrigliati nelle reti di social network da cui non riescono a staccarsi.
La dipendenza da Internet riguarderebbe ben il 5% degli italiani, mentre il 6% soffrirebbe di dipendenza da sesso, altro fenomeno patologico che rientra nella categoria delle dipendenze affettive e degli appetiti innati, come l’ossessione per il cibo o la dipendenza da un’altra persona (genitore, figlio, compagno).  

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