venerdì 23 marzo 2012

Diciassette ragazze, tutte amiche e in dolce attesa

In una cittadina del Massachussets, una liceale di diciassette anni rimane incinta. Sedici sue amiche, venuto a saperlo, decidono di fare altrettanto. Qualcosa che ha a che fare, oltre che con l’incoscienza, anche con il valore dell’amicizia, così come è vissuto a quell’età: stare insieme, fare tutto insieme e vivere le stesse esperienze, sentirsi libere di scegliere. Il fatto, accaduto qualche anno fa, ha ispirato un romanzo di Vanessa Schneider e un film alle sorelle Delphine e Muriel Coulin, che lo hanno ambientato in una piccola cittadina francese. La pellicola è uscita nei cinematografi italiani il 23 marzo col titolo “17 ragazze”. Secondo regista e protagonista, il film vuole sottolineare proprio questo: l’importanza che nei giovani assume il patto d’amicizia e il sentimento di ribellione, che spinge anche a follie collettive in nome della rivendicazione della propria libertà e autonomia.
Ma proprio perché il film esprime il disagio e la solitudine degli adolescenti, spesso amplificato dall’assenza dei genitori, che la censura ha deciso di evitare che venga visto proprio dai più giovani, rendendolo vietato, dopo una lunga discussione sul grado del divieto, ai minori di 14 anni. La motivazione (di facciata) sarebbe una scena in cui compare uno spinello, ma in realtà la discussione della commissione si sarebbe incentrata sul timore dell’emulazione, tipica dei giovani, e quindi il rischio che il film possa diventare una sorta di istigazione alla gravidanza.

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