venerdì 21 dicembre 2012

Questo Natale fai un regalo selvaggio

Mancano veramente pochi giorni a Natale e molti di noi si stanno preparando a una e vera e propria task-force di fine settimana per cercare all’ultimo momento i regali da fare, scegliendo come al solito cose scontate e superflue che con tutta probabilità non vengono neppure gradite.
Per fortuna anche quest’anno il WWF ci propone in alternativa WWF Natale 2012, un'iniziativa utile e originale, amata da adulti e bambini: donare l’adozione di una specie animale a rischio di estinzione.
Non avete mai pensato di adottare una specie? Sono purtroppo tantissime in tutto il mondo le specie in pericolo e nella maggior parte dei casi  per colpa della distruzione dell’habitat naturale perpetrata dall’uomo. A riprova di questo fatto basti pensare al pericolo che corrono il gorilla, la tigre e il leone che, pur essendo specie che non hanno predatori naturali, rischiano comunque la loro sopravvivenza per la distruzione dell’ambiente o per il bracconaggio.

adozioni

E proprio questo è l’obiettivo del WWF, ovvero tutelare l’habitat, in modo da proteggere in modo trasversale tutte quelle specie che lo condividono.
Sono tante le possibilità che ci offre WWF Natale 2012 per proteggere gli animali che più amiamo. Innanzitutto dobbiamo recarci sul sito wwf.adozioni.it e scegliere fra i vari tipi di adozioni: adottare una singola specie o adottare un trio. L’adozione del trio (con donazione a partire da 125 euro) è una novità introdotta l’anno scorso mirata a intervenire congiuntamente su tre specie differenti che condividono lo stesso habitat naturale o dai progetti dell’intervento. Ai trii già individuati, ovvero il trio polare (foca, pinguino, orso polare); il trio asiatico (panda, tigre, orango); il trio africano (ghepardo, elefante, gorilla) e il trio italiano (orso bruno, delfino, lupo), WWF Natale 2012 ha aggiunto quest’anno il trio felini (leone, tigre e ghepardo).
Una volta individuata la specie o le specie che più ci stanno a cuore possiamo sbizzarrirci con le modalità di adozione. L’adozione semplice, con donazioni a partire da  30 euro, o l’adozione con peluche, che include un peluche WWF della specie scelta (donazioni a partire da 50 euro) e che comprendono l’invio di un kit contenente una lettera personalizzata di Fulco Pratesi, una scheda informativa sulla conservazione della specie, un planisfero con la geolocalizzazione dei progetti e un adesivo. Mentre l’adozione digitale e l’adozione “I WWF you” (entrambe a partire da 30 euro) sono destinate a coloro che intendono ridurre a zero l’impatto ambientale della propria adozione e destinare tutto l’importo della donazione agli animali in pericolo, senza spese di spedizione: si riceverà wallpaper, screensaver e la firma digitale per personalizzare le proprie mail. E da quest’anno WWF Natale 2012 ha introdotto la nuovissima App WWF adozioni, l’applicazione per iPhone e Android per avere sempre a portata di mano le informazioni e gli aggiornamenti sui progetti del WWF.
E, per gli amanti del web, l’adozione può essere condivisa sui social network. Se poi è un regalo, il destinatario riceverà, il giorno che deciderete voi, una ecard che gli annuncia il dono. Nessun problema per le spedizioni tradizionali mediante corriere, neppure in questi ultimi giorni. E il costo della spedizione è a carico del WWF.
Io, dopo aver navigato per ore sul sito di WWF Natale 2012 sono sicuramente orientata per l’adozione trio; ma non riesco a scegliere fra trio italiano e trio polare, soprattutto considerando che si riceveranno i peluche di tutte e tre gli animali del trio: voi cosa mi consigliereste?

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mercoledì 12 dicembre 2012

Cinema e fashion sposi a Trame di moda

Siete appassionati di moda e amate il cinema? Allora non mancate di fare un salto a Venezia. Presso il Museo di Palazzo Mocenigo, infatti, si è aperta il primo settembre e chiuderà il 6 gennaio del 2013 la mostra Trame di moda. Donne e stile alla Mostra del cinema di Venezia.
Nella cornice perfetta della città lagunare, e in concomitanza con la Mostra del cinema, a Palazzo Mocenigo sarà possibile passeggiare ammirando una collezione messa insieme dalla giornalista e docente universitaria Fabiana Giacomotti, curatrice della mostra, insieme al costumista Alessandro Lai.
Un doppio percorso tra presente e passato: da un lato le creazioni di moda più memorabili che hanno sfilato sul red carpet della Mostra del cinema; dall’altro i costumi di scena di nove film girati o ambientati a Venezia (Mambo, Tempo d’estate, Senso, Anonimo veneziano, Morte a Venezia, Casanova, Il Talento di Mr. Ripley, Le ali dell’amore, The Tourist).
Silvana Mangano in Mambo
Alida Valli in Senso
Ecco quindi il romanticissimo Valentino di Keira Knightley e il pop-chic di Madonna, che si è presentata a Venezia con un Vionnet bianco su cui volavano una miriade di farfalle rosse. Passando per il delicatissimo abito rosa di Prada indossato da Gwyneth Paltrow, che è presente anche nella seconda parte della mostra con il costume indossato per il ruolo della fidanzata nel film Il talento di Mr. Ripley. E poi il Balenciaga nero di Suso Cecchi D’Amico, il Gattinoni disegnato per Anna Magnani e il Gucci di Paz Vega.
Emozionante il percorso che mostra gli abiti indossati nei nove film ambientati a Venezia, come quello di Alida Valli che incontra il suo amante per l’ultima volta in Senso, o il vestito bianco di Katharine Hepburn in Tempo d’estate e il cappotto di Max Mara di Florinda Bolkan in Anonimo Veneziano.
L'abito di Fendi su disegno di Karl Lagerfeld, ispirato
dal vestito della bambola meccanica del film Casanova
Per questa creazione, Alberta Ferretti si ispira al costume
di Silvana Mangano nel film Morte a Venezia
Per rimarcare il fatto che le creazioni di alcuni stilisti a volte sono ispirate dal lavoro dei costumisti, l’allestimento mette in rilievo come l’abito di Ferragamo indossato da Angelina Jolie in The Tourist, si richiama a quello che Gabriella Pescucci ha disegnato per Elizabeth McGovern in C’era una volta in America. Francesco Scognamiglio, invece, si è ispirato di recente al vestito della bambola del film Casanova di Fellini. Quest’abito di seta in stile Settecento aveva già ispirato Karl Lagerfeld, che ne aveva fatto una sua interpretazione per Fendi. Altra grande firma della moda a ispirarsi al cinema è Alberta Ferretti, che ha disegnato un abito suggerito da quello color avorio indossato da Silvana Mangano nel film Morte a Venezia, di Luchino Visconti.
Maggiori informazioni su visitmuve.it.

martedì 4 dicembre 2012

Vogliounalternativa.it

La scuola non va bene, la politica ha deluso, le città sono inquinate, i figli non se ne vanno mai da casa, il lavoro non si trova… Vogliamo che nella nostra vita le cose vadano così? Vogliamo accettare passivamente questa società che ci ha fatto cambiare repentinamente dal “tutto e subito” al “forse, e non si sa quando”?
E perché non provare a cercare un  cambiamento ? Proporre un modello alternativo? Tornare a essere protagonisti delle proprie scelte?
È questa la sfida promossa oggi da Toyota: www.vogliounalternativa.it, un sito dove è possibile dar voce ai propri desideri, alla proprie emozioni, indicare nuove strade da percorrere. Perché sono in tanti a sentire la necessità di un cambiamento, a rifiutare l’idea di un futuro incerto, di affetti ambigui, di valori e ideali che vengono sempre meno.
Solo negli ultimi tre mesi vogliounalternativa.it ha generato più di 47 mila messaggi su Twitter in Italia. Le parole chiave? #lavoro, #strade da percorrere, #vita, #idee da condividere.
Vogliounalternativa.it riunisce in un unico sito tutta la voglia di alternativa e di desideri condivisi.
Ci sono momenti in cui la storia consegna ai giovani il compito di cambiare le sorti del proprio destino, buttando a mare i modelli desueti e inidonei che le generazioni precedenti hanno consegnato loro: un compito a cui non bisogna sottrarsi; perché quando la storia chiama, si risponde presente.
Questa mondo ha bisogno di grandi cambiamenti e tante sono le persone che pretendono un’alternativa. Un’alternativa che attiene allo stile di vita, al lavoro, alla famiglia, alle relazioni sociali… provate a dare un’occhiata ai messaggi postati sul sito della Toyota vogliounalternativa.it: vi si leggono desideri di futuro ecosostenibile, di certezze negli affetti, di un lavoro vicino a casa, di maggiore consapevolezza di essere parte di un unico grande posto chiamato Terra.
Tutti abbiamo desideri di grandi e piccoli cambiamenti. Per quanto mi riguarda, negli ultimi due anni nella mia vita ne ho apportati talmente tanti e talmente radicali da avere avuto qualche difficoltà di adattamento, ma con la convinzione di avere in mano le sorti del mio futuro.
L’importante è avere la possibilità di scelta fra più soluzioni.
E voi, a quale alternativa pensate per sistemare le piccole cose che non vanno nella vostra vita? Raccontate la vostra idea su vogliounalternativa.it, leggete le altre, seguite l’iniziativa sui canali fb, twitter e youtube e alla fine scoprite cosa succederà il 9 dicembre!

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mercoledì 28 novembre 2012

Il rimedio antirughe amato a Buckungham palace

Kate Middleton
Se non vi siete ancora rassegnate a spalmare sulla pelle del vostro viso creme alla bava di lumaca o al siero di vipera, ecco pronto in arrivo dal mondo animale l’ultimo succedaneo della tossina del botulino, ovvero la crema al veleno delle api.
La sostanza che iniettano questi insetti provoca molte reazioni negative nell’organismo umano, ma recenti studi sembrerebbero aver registrato anche un effetto positivo come rimedio antirughe, ovvero quello di stimolare la produzione di collagene ed elastina, rilasciare melitina (un aminoacido naturale con proprietà antinfiammatorie), aumentare l’afflusso di sangue per rinvigorire la pelle, rimuovere le cellule morte e generare un effetto tensivo.
L’idea è arrivata da un apicoltore brasiliano, che ha ottenuto l’autorizzazione del composto dalle autorità governative. Una volta spalmata sul viso, la crema al veleno di api provocherebbe un leggero pizzicorino; nulla in confronto alle iniezioni di botox, ma con risultati del tutto simili.
Camilla Parker Bowles
Come tutti i rimedi stravaganti, anche la crema al veleno di api ha dei testimonial d’eccezione. Sembra infatti che sia gradita non di meno che alla royal family inglese: ne farebbero uso regolare Kate Middleton e Camilla Parker Bowles.
E, come tutti i prodotti di nicchia, non mancano di apprezzarlo neppure le star dello spettacolo, come Michelle Pfeiffer, Gwyneth Paltrow e Kylie Minogue. D’altronde il mondo dei vip ci ha abituato alle stranezze anche in fatto di cosmesi, basti pensare alla crema antirughe di Victoria Beckham a base di placenta di pecora e scaglie d’oro o a quella di Tom Cruise, che contiene escrementi di usignolo giapponese misti a crusca di riso.

giovedì 15 novembre 2012

Ridisegna la tua città: concorso RiutilizziAMO l’Italia

Sicuramente anche nella tua città o nel tuo quartiere esistono aree dimesse. E ogni volta che ci passi vicino ti viene da pensare che, magari, ti piacerebbe un giorno vedere sorgere un bel parco con pista ciclabile o un centro servizi con una biblioteca.
Se ami le sfide e ti piace essere attivo nel territorio, ecco la campagna che fa per te: RiutilizziAMO l’Italia, il progetto pensato dal Wwf per recuperare le aree urbane degradate.

Fino al 30 novembre ogni cittadino può mandare la segnalazione delle aree dimesse che conosce e indicare anche un’idea per il loro recupero. Sono già molte le aree segnalate arrivate in risposta all’invito della campagna Wwf RiutilizziAMO l’Italia, che conta anche sulla partecipazione di docente universitari ed esperti provenienti da 11 unversità.
Per partecipare basta recarsi sul sito www.wwf.it/riutilizziamol’italia e compilare la scheda di censimento dell’area, poi indicare un progetto di riqualificazione sostenibile che assegni nuove destinazioni d’uso all’area in questione.
Per orientarsi sulle caratteristiche che devono avere le aree su cui occorre concentrarsi, il Wwf ha messo a disposizione sul sito le tipologie da segnalare:

  • aree industriali dimesse o parzialmente inutilizzate;
  • le aree marginali all’urbanizzazione;
  • le aree da bonificare;
  • le aree da riqualificare;
  • le aree demaniali militari:
  • i sedimi ferroviari;
  • le aree comprese fra linee ferroviarie e stradali;
  • capannoni abbandonati
  • l’edilizia rurale abbandonata
  • gli edifici non utilizzati
Questo progetto ha per scopo sensibilizzare le comunità locali alla riqualificazione del territorio e avviare così un grande progetto di recupero. Tra tutte le proposte arrivate, il Wwf ha selezionato finora quattro proposte simbolo:

  1. un parco urbano con fattorie didattiche al posto di un ospedale pericolante a Torino;
  2. un’area verde con edifici recuperati in modo ecosostenibile per riqualificare un’area degradata;
  3. accanto al Parco di Tor Fiscale e riagganciarla al sistema naturalistico del Parco dell’Appia Antica;
  4. un arsenale dell’esercito con edifici abbandonati e aree naturali ai piedi della collina di Posillipo di Napoli;
  5. un punto di ritrovo multiservizi per creare posti di lavoro e incentivare il turismo al posto di un lido abbandonato sulle spiagge di Sassari.

giovedì 18 ottobre 2012

Per la prima volta a New York i divi di Hollywood immortalati da Lucas

Per festeggiare i 92 anni del grande fotografo britannico Cornel Lucas (è nato il 12 settembre del 1920), la città di New York ospiterà per la prima volta una mostra dei suoi famosissimi scatti formato 12x10 in cui ha immortalato i volti dei divi di Hollywood.
Oltre una trentina di immagini saranno esposte e messe in vendita nella mostra dal titolo Cornel Lucas. Fotografie 1948-1977, la cui anteprima è stata il 5 di settembre in occasione dell’inaugurazione della New York Fashion Week.
A volere la mostra nella Grande Mela è stata Deborah Baker, designer e proprietaria del marchio di calzature Fiorentini+Baker, fervida ammiratrice del più grande fotografo britannico del XX secolo. La mostra si svolge infatti presso lo showroom Fiorentini+Baker, al 54 di Mercer Street, dal 6 settembre al 28 ottobre.
A New York sarà possibile ammirare le immagine di una giovanissima Brigitte Bardot, Claudia Cardinale agli inizi di carriera con un cappello di paglia in testa e una sensualissima Joan Collins fasciata in un abito da sera.
Non mancherà uno dei più grandi successi del fotografo, uno scatto che fece il giro del mondo: Diana Dors, ospite attesa a Venezia nel 1955, che la mattina del suo arrivo si fece vedere davanti a piazza San Marco salutando da una gondola, mentre indossava solamente un bikini di pelliccia e scarpe con il tacco alto.
E poi i volti in primo piano di Gregory Peck, Gene Tierney, David Niven, Kay Kendall e Lesile Caron, tutte fotografie stampate a mano e ritoccate artigianalmente.
E naturalmente sarà presente l’immagine di Marlene Dietrich. L’Angelo azzurro venne fotogafata seduta su una pila di valigie. Si era presentata sul set del fotografo con una pelliccia costosissima e l’immancabile sigaretta con bocchino.
Le immagini della collezione di Lucas su cornellucas.com.

martedì 2 ottobre 2012

Concorso fotografico Wwf-Auchan per la sostenibilità ambientale

Wwf e Auchan insieme per la sostenibilità. Il 14 ottobre partirà il concorso fotografico “Uno scatto di Natura”, indetto dal fondo mondale per la salvaguardia dell’ambiente e dalla catena di ipermercati Auchan.
Tutti gli appassionati di fotografia si potranno recare in una delle 13 Oasi Wwf che sono state adottate da Auchan. Qui si incontreranno con un fotografo professionista e avranno una giornata di full immersion nel mondo della fotografia. Scopo del concorso: ottenere il miglior scatto che riesca a immortalare la meraviglia dei colori autunnali. Le 13 fotografie più belle serviranno per allestire una mostra itinerante.
La collaborazione tra Auchan e Wwf non è nuova: dal 2009 il Wwf segue Auchan nel processo di sostituzione dei sacchetti in plastica per la spesa. Allo scopo è stata creata un’apposita shopper riutilizzabile in edizione limitata, con le illustrazioni firmate da Fulco Pratesi. Quest’anno, per la terza edizione della borsa mille usi, Auchan e Wwf hanno scelto due soggetti, il tucano e il giaguaro. Il ricavato delle borse ha contribuito all’adozione di 13 Oasi Wwf vicine agli ipermercati Auchan.
La borsa con le immagini del tucano e del giaguaro, specie tipiche del Brasile, in omaggio
alla Conferenza mondiale sullo sviluppo sostenibile che si è tenuta nel 2012 a Rio de Janeiro
A sostegno del progetto “Panda Explorer”, invece, Auchan e Wwf hanno promosso la giornata “Piantiamo un sogno”, in cui sono stati piantati 51 alberi in 51 scuole italiane.
Ma l’impegno di Auchan per la sostenibilità non si ferma alla collaborazione col Wwf. La catena di ipermercati, infatti, ha fatto della sostenibilità un indirizzo strategico su cui fonda il proprio vantaggio competitivo: ridurre  i prezzi per offrire ai clienti maggior potere d’acquisto.
Le politiche di impegno si realizzano già nella scelta del rispetto del paesaggio in cui inserire i punti vendita. A questo si aggiungono le politiche di riduzione dei consumi, dell’ottimizzazione dello sfruttamento delle risorse energetiche e idriche e una corretta gestione di rifiuti. Grazie ai prodotti sfusi dell’area “self discount” vengono poi risparmiati ogni anno migliaia di confezioni, con notevole riduzione dell’utilizzo di plastica, di carta e di alluminio.

martedì 18 settembre 2012

Tendenze: il ritorno del “placcato oro”

Se non siete così bravi a distinguere l’oro dai metalli placcati in base al differente peso specifico, dovete esclusivamente affidarvi al prezzo: se costa poco allora non si tratta di oro, ma di metalli placcati, solitamente argento e ottone.
Un tipo di produzione che è iniziata già nell’era dell’Art Nouveau e che ha spopolato nell’America degli anni Trenta, dove ha preso un nome che oggi è un punto di riferimento per gli appassionati di vintage: “costume jewelry”, ovvero bijoux fantasia realizzati in metalli dorati.
Certo oggi non si usa più il vecchio bagno galvanico per rivestire di oro i metalli: le tecniche moderne sono molto più complesse. I sistemi più usti sono il Pvd (Physcal vapor deposition) e i’IP (Ion plating, placcatura agli ioni). Questi nuovi trattamenti sono molto più resistenti della vecchia placcatura e permettono anche di ottenere colori diversi.
A riproporre i metalli dorati sono state ultimamente grandi firme della moda, ed è sicuro che diventerà subito una vera e propria tendenza.
Calvin Klein ha inserito nella collezione del 2012 l’orologio da polso femminile “ck Accent”: la cassa è in acciaio con trattamento Pvd oro rosa, uguale alle lancette. Il quadrante è argenté soleil e il cinturino completamente bianco, in pelle effetto coccodrillo. Movimento al quarzo Swiss made.

Emporio Armani propone “Retro”, orologio da polso per uomo con cassa in acciaio lucido con finitura Ip rose gold. Quadrante e citurino in pelle stampa coccodrillo color cioccolato. Indici nei toni più caldi dell’oro. Movimento al quarzo con datario.


sabato 1 settembre 2012

British design: uno stile che fa tendenza dal dopoguerra

Dalla sontuosa scenografia dell’incoronazione della regina Elisabetta a Lara Croft: il più importante museo del mondo dedicato alle arti applicate e minori, il Victoria & Albert Museum di Londra, ha dedicato una grande mostra alle icone del design inglese che hanno fatto tendenza negli ultimi settant’anni, riportando l’attenzione su un classico del design: il British style.

Le sedie create da Ron Arad

La Jaguar E-Type
La mostra, intitolata British Design 1948-2012, è stata aperta il 31 marzo e si è chiusa il 31 agosto del 2012 e si è proposta di rimarcare quanto lo stile inglese abbia influenzato da moda, l’arredamento, l’architettura, la fotografia, il graphic design.
Dalla minigonna ideata da Mery Quant alla Jaguar e al Concorde; dalla Mini Minor al punk; ma anche le copertine dei dischi dei Beatles, gli oggetti di arredamento di Bian Long e Ron Arad: l’influenza britannica nella progettazione degli oggetti trendy rimane indiscussa.


Un servizio Tea for Two
Tanto che questo stile si trova da sempre nelle nostre case: dai portoncini alle finestre, dai complementi di arredo agli oggetti di uso quotidiano, eternamente diviso fra la tradizione di Laura Ashley e l’estremismo più spinto di Jamie Reid, che nel 1977 realizza il famoso poster per pubblicizzare il singolo God save the Queen dei Sex Pistols.
Il manifesto di Jamie Reid per il singolo
God Save the Queen dei Sex Pistols
D’altra parte, si sa, le mode dei giovani degli anni ’60 arrivano in tutto il mondo firmate con i colori dell’Union Jack: la trasgressione è inglese, nonostante i forti valori tradizionali legati alla monarchia e ai suoi stili classici. 
Ed è forse in questa contraddizione che sta il fascino di questo paese, che al formalismo dello stile vittoriano accosta l’arte che arriva dalla strada, genera talenti artistici che si scostano dal concetto di Belle arti  per prediligere quello delle arti applicate: una collaborazione fra design, fotografi, pittori grafici e creatori di moda che non ha confronti.
Così succede che la copertina dell’album dei Beatles, Sgt. Peppers (1967) è firmata da Peter Blake, e il gruppo di lavoro che ha creato Avatar ha studiato al Bournemouth College of Art
Peter Blake firma la copertina di Sgt. Peppers dei Beatles (1967)

lunedì 27 agosto 2012

Cartier ripropone il mitico Tank

Anche quest'anno, tra le novità in catalogo, Cartier ripropone l’ultima versione di un modello storico di orologio da polso. Si tratta di Tank, un orologio che ha quasi cent’anni. Disegnato nel 1917, l’orologio venne chiamato “carro armato” per le sue linee rigorosamente squadrate, ispirate dalla carrozzeria blindata e dai battistrada cingolati dei tank che circolavano durante la prima guerra mondiale. Una linea totalmente innovativa, che ha segnato il primo distacco dalle tradizionali forme rotonde.

I modelli della collezione Tank di Cartier

  • Tank française
  • Tank américaine
  • Tank Louis Cartier


Un pezzo che ha fatto la storia dell’orologeria e che risulta ancora attualissimo, dal desing essenziale e geometrico che ha anticipato i principi estetici dello stile Art Déco. Tank, seppur con qualche piccolo resyling, è sempre rimasto in catalogo nel corso di tutti questi anni: un modello di successo viene prodotto e riproposto di continuo, come Santos, del 1904, il primo orologio da polso.
Da quando si iniziò a produrlo, nel 1922, Tank è stato indossato da personaggi come Rodolfo Valentino, Gary Cooper, Jackie Kennedy e Ingrid Bergman. La collezione Tank, infatti, è da sempre apprezzata per la pura eleganza essenziale, vero simbolo di uno stile di vita che evita l'ostentazione.
L’orologio è disponibile in varie versioni, perfette per ogni occasione: acciaio, oro, acciaio e oro, e anche nella versione di gioielleria con pietre preziose. A seconda del modello, si può scegliere tra il cinturino in pelle di coccodrillo oppure il bracciale in acciaio o d’oro.
Una delle varianti più note è il Louis Cartier XL Ultrapiatto, che prende il nome dal nipote del fondatore della maison parigina. Ha la cassa è in oro rosa e racchiude un sottilissimo movimento meccanico a carica manuale, di manifattura. Il quadrante è del tutto simile a quello originale, con la corona formata da uno zaffiro cabochon e il cinturino in pelle di coccodrillo.

lunedì 23 luglio 2012

Le mode che non tramontano: le Havaianas

Negli anni Ottanta il governo brasiliano le ha classificate come “beni di necessità”, ed è proprio il modello in gomma con la bandiera del Brasile la versione più classica della Havaianas. Stiamo parlando delle infradito, o flip-flop, per via del rumore che fanno quando si cammina.
La versione moderna delle ciabattine infradito compie 50 anni, ma di calzature similari si trova traccia già nell’antico Giappone e persino nella preistoria.
Sebbene alcuni medici sostengono che siano la causa di numerose patologie a carico del piede, le infradito non smettono si spopolare e di fare tendenza, a tutti i livelli e strati sociali.
La classica ciabattina di gomma in vari colori, la vera Havaianas, può costare infatti attorno ai 20 euro, ma se si rinuncia alla bandierina del Brasile applicata alla stringa esterna, si può trovarle anche a meno.
Lo stesso modello esiste in pelle e cuoio, sempre basso come la ciabatta da mare oppure col tacco, o anche con una curvatura sul plantare per favorire la camminata.
Me esiste anche una versione arrotolabile da infilare in borsa: sono le Footzy FlipFlop, ideate dalle sorelle Caplan di Miami, che hanno conquistato anche numerose celebrities in tutto il mondo, come Catherine Zeta Jones e Rihanna. Costano 15 euro e sono disponibili in quattro diversi colori (nero, bianco, silver e gold, con il plantare in tinta unita oppure tigrato o leopardato.
Nulla a che vedere con il modello di infradito che Jennifer Lopez ha ricevuto in regalo dal re della salsa, Marc Antony. Decorate con piume d’oro a 18 carati, sono costate la bellezza di 20 mila euro.
Ma quelle di Jennifer Lopez non sono le sole infradito di lusso: la gioielleria H. Stern ne ha in catalogo un paio prodotto in serie limitata in oro 18 carati incastonato di diamanti. In oro anche quelle disegnate da Andrea Pfister; mentre quelle di Jean-Paul Gaultier sono ricoperte da cristalli Swarovski.
Perché le infradito non si indossano solo in spiaggia o nel tempo libero: anche alle “grand soirée” o ai ricevimenti ufficiali ci si può presentare in abito da sera e, perché no, in infradito. Sicuri che un sacco di vip, uomini e donne, ci hanno preceduto.

lunedì 9 luglio 2012

Concorso MatildeTiramiSu per gli utenti golosi di Pinterest

Ecco un concorso singolare per gli amanti di Pinterest e della buona tavola. La famosa industria dolciaria Vicenzi Biscotti mette in palio le confezioni della famosa “Millefoglie d’Italia classiche” (pasticceria Matilde Vicenzi) per premiare le tre migliori bacheche di immagini create dagli utenti di Pinterest su tre argomenti specifici: “dolci ricette”, “una tavola più conviviale” e “arte del ricevere”.
Per partecipare al concorso, che scade il 20 luglio del 2012, è necessario essere iscritti a Pinterest da prima del 23 giugno 2012. Dopodiché basterà creare nel proprio profilo le tre bacheche di immagini, ognuna intitolata con i tre argomenti del concorso.
Successivamente bisognerà mandare una mail per confermare l’intenzione di partecipare al concorso. L’indirizzo per la mail è: matilde@vicenzi.it. Nella mail andrà indicato l’indirizzo del proprio profilo Pinterest, e alla fine della mail si dovrà riportare la seguente dicitura: “autorizzo l’utilizzo del mio indirizzo email per l’invio di newsletter”.
Le immagine caricate in bacheca per ogni tema dovranno essere almeno cinque (proprie o di altri) e dovranno essere contrassegnate con due etichette: #matildetiramisu #concorso.
Una giuria deciderà le tre migliori bacheche per ogni argomento e stilerà la classifica delle ricette premiate.
Ognuno dei vincitori riceverà 26 confezioni della Millefoglie d’Italia classiche della Vicenzi.
Per partecipare al concorso e leggere il regolamento completo fare riferimento al sito “Vinci un anno di millefoglie” di MatildeTiramiSu.

giovedì 5 luglio 2012

OverBlog rende più social il blog

Riuscite a immaginare un unico sito dove sono raccolti tutti i contenuti condivisi nel social media? Un posto dove è possibile, in modo semplice è immediato, convogliare i video preferiti di YouTube, le foto condivise su Instagram o Flickr, i messaggi su Twitter o il contenuto postato su Facebook?

Un sogno, vero? Bene, questo sogno ora è una realtà.
Si tratta della nuova piattaforma ripensata da OverBlog, il numero uno di blogging in Europa. Un progetto innovativo e rivoluzionario che cambierà per sempre il nostro modo di essere blogger: un blog integrato con i social media e che diventa esso stesso social media, un sito che aggrega tutta la nostra attività nel web, che diventa la nostra vera identità digitale, per aumentare la visibilità e la nostra influenza in rete.
Facile da usare, flessibile e completo: uno strumento in grado di dialogare con tutti i social network, non solo in uscita, ma anche in entrata. Fino a ora il blog era uno strumento in grado di disseminare contenuti nei social. OverBlog ha pensato anche al percorso inverso, ovvero aggregare tutti i contenuti condivisi nei social all’interno del blog.
Il risultato è un sito che rispecchia appieno la nostra attività in rete, dove è possibile ritrovare il messaggio twittato, trasmettere il video dallo smartphone o postare la fotografia scattata dal telefonino.
La nuova piattaforma è stata ripensata partendo da un progetto di crowdsourcing che ha coinvolto 500 top blogger in Europa. Dopo nove mesi di lavoro, il nuovo progetto è stato presentato al BlogWorld & New Media Expo 2012 e ha suscitato l’interesse degli addetti ai lavori e della stampa.
Rilasciata meno di un mese fa negli Stati Uniti, ora è disponibile anche nella versione italiana. A darne notizia per primi in Italia sono stati Repubblica e Vanity Fair.
Paolo Mulè, Country Manager di OverBlog Italia, e Frédéric Montagnon, co-fondatore di OverBlog, hanno spiegato che l’idea di ridisegnare il futuro del blog prende spunto dalla consapevolezza che lo scenario del web è enormemente cambiato negli ultimi anni, a causa della massiccia diffusione dei social network.
OverBlog ha rivisto il concetto di Social Hub, e ha pensato a un prodotto capace di integrarsi con i social media non solo in fase di condivisione, ma anche di creazione dei contenuti. Il nuovo blog rappresenterà quindi la sola, vera casa digitale di ognuno di noi.

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giovedì 21 giugno 2012

Il ritorno della spuma

Dopo quasi trent’anni di assenza dal mercato, alcune aziende hanno ripreso a produrla. Per la gioia dei nostalgici che, al bicchiere di spuma in mano, hanno legato i ricordi della loro giovinezza. Non a caso lo slogan che accompagna il rilancio di questa bibita frizzante che è stata sulla cresta dell’onda fino agli anni ’70 è appunto “Come una volta”.
A riprendere la produzione è un’azienda romana leader nella distribuzione di bevande, la Moretti (non quella della birra), specializzata nella produzione di chinotto, gassosa e cedrata. A fare scomparire la spuma dal mercato dei soft drink è stata essenzialmente la diffusione delle bevande in lattina e delle bottiglie in Pet in mano alle grosse multinazionali. Per i piccoli produttori è stata impossibile la competizione. Si sarebbero dovuti riconvertire tutti in macchinari per l’imbottigliamento in vetro.

Così la famosa bevanda ottenuta con chinotto, rabarbaro e scorza d’arancia è sparita dalle abitudini degli italiani. Finché, quasi per caso, nella mani degli eredi Moretti, è rispuntata fuori la ricetta tradizionale. Dal ritrovamento è nata l’idea della sfida: riproporre sul mercato la bibita dimenticata. Per la produzione si è dovuto cercare una piccola azienda a conduzione familiare che utilizza ancora i sistemi tradizionali: e così le prime bottigliette sono arrivate a decine di bar e ristoranti della capitale.
La passione del vintage si estende quindi anche al settore delle bevande, riproposte rigorosamente con loghi e look originali. Come ha fatto anche la Paoletti, un’altra azienda leader nel settore. A premiare l’intuizione di quanti hanno puntato sul ritorno della spuma, sono stati addirittura alcuni ordini dall’estero. 
Per ora sono ancora poche le aziende che hanno ripreso a imbottigliare la spuma, affiancate alla storica Spumador, l’azienda che ha iniziato a produrre la bibita nel 1922 utilizzando la caratteristica bottiglia chiusa con una pallina di vetro.
A far ben sperare nel successo dell’operazione, l’esempio di un cult che resiste da decenni nel mondo delle bibite analcoliche: quello della cedrata Tassoni, nota anche per il suo mitico spot che va in onda immutato dal 1982.

martedì 19 giugno 2012

Food designer all'opera per ridisegnare il cono gelato

Sta per sparire dal mercato un’icona che ha più di cent’anni: il cono di cialda per il gelato. La Fondazione Bruto e Poerio Carpigiani, infatti, si è recentemente costituita per diffondere nel mondo la cultura del gelato fresco artigianale e ha pensato di ammodernare il tradizionale supporto per il gelato da passeggio indicendo un concorso per giovani designer.
Tra i partecipanti al “Premio Designing Gelato Cone Evulution”, il progetto più originale e fattibile a livello industriale riceverà una borsa di studio da 2.500 euro. Giudice d’eccezione il designer londinese Tom Dixon.
Così, a fine luglio, il classico cono potrebbe essere sostituito da una forma più moderna e ergonomica, mandando in soffitta il brevetto presentato a Washington dall’italiano Italo Marchioni nel 1903.
Il cono ha rappresentato per un secolo uno dei prodotti di food design italiani più importanti nel mondo e, nel corso degli anni, ha saputo cambiare il proprio look per adattarsi ai mutamenti generazionali.
Italo Marchioni, un italiano residente a New York vendeva inizialmente i suoi gelati serviti in bicchieri di vetro, ma capitava frequentemente che non tornassero indietro o che si rompessero accidentalmente in mano ai clienti. Fu per evitare la piccola perdita di capitale che Marchioni fu ispirato all’invenzione del cono di cialda.
La produzione a livello industriale dei coni cominciò circa dal 1912: i coni venivano arrotolati a mano finché fu brevettata più tardi una macchina apposita.
Nel 1959 un altro italiano produttore di gelati con sede a Napoli, mise le basi per la produzione di coni gelato congelati: inventò lo strato interno di olio, zucchero e cioccolato che evitava al cono di diventare fradicio e registrò il brevetto come “cornetto” nel 1960. All’inizio non ebbe molto successo, ma nel 1976 la Unilever rilevò la piccola azienda napoletana e diede inizio a una massiccia campagna di marketing in tutta Europa: ben presto il “Cornetto” divenne uno dei gelati più popolari del mondo.
Oltre a reinventare la forma del supporto del gelato, la Fondazione Bruto e Poerio Carpigiani aprirà una mostra ad Anzola Emilia (BO), il Gelato Museum Carpigiani, primo spazio espositivo dedicato al gelato artigianale, dove sarà possibile ammirare fotografie d’epoca e le antiche macchine per la produzione di questo alimento gustosissimo.
Per informazioni: fondazionebrutoepoeriocarpigiani.it.

venerdì 1 giugno 2012

Buon centenario, reggiseno!

Al giorno d’oggi lo diamo ormai per scontato: il reggiseno è uscito dalla sua dimensione prettamente funzionale per entrare a gran titolo come elemento fondamentale del proprio look, complemento che assume un ruolo primario nella moda.
Completo intimo degli anni '50
Così questo accessorio, che nella sua versione moderna sta per compiere 100 anni, a dispetto del primo modello che non ebbe un grosso successo, da tempo sta attirando sempre più la fantasia di disegnatori e creatori di moda.
Il reggiseno così come lo conosciamo oggi prende forma durante la grande guerra, quando all’assenza dei uomini impegnati al fronte, corrispose la necessità delle donne di poter lavorare: era necessario quindi un abbigliamento più comodo, senza la costrizione dell’antico corsetto. Negli anni ’20, a guerra appena finita, quando l’emancipazione femminile portò la moda “alla garçon”, con capelli corti e pantaloni, il reggipetto rendeva ad appiattire il seno.
Il reggiseno ad aria de La Perla
Fu negli anni ’30 che si ebbe la prima significativa trasformazione, con il brevetto delle fibre sintetiche ed elastiche, il nylon e il rayon in primis. Nel secondo dopoguerra la moda cambia completamente: l’icona femminile viene sostituita dalla “maggiorata”, con seno florido e alto. È in questi anni che nasce il primo reggiseno imbottito con cuscinetti d’aria, in grado di regalare qualche taglia in più alle donne meno dotate.
Negli anni ’70, con il movimento femminista, il reggiseno cade in disgrazia, simbolo della costrizione, della mancanza di libertà, della differenziazione con l’altro sesso. Le marche di intimo registrano la tendenza alla ricerca della comodità e lanciano sul mercato i primi modelli senza cuciture. Poi negli anni ’80 scoppia la reggiseno-mania: il mercato viene invaso da modelli di ogni tipo, una vasta gamma di colori e finiture raffinate. Il reggiseno diventa un bel capo: assume una sua dignità tanto da essere anche portato a vista.
È degli anni ’90, invece, il lancio del Wonderbra, un reggiseno con effetto push-up in grado di regalare un seno abbondante ma senza l’utilizzo di imbottiture e cuscinetti. E da allora si è continuato a ricercare nuovi modelli in grado di dare grande risalto al seno, senza rinunciare alla comodità e a generosi decolletè: nascono i reggiseni a olio, al silicone, ad aria.

martedì 29 maggio 2012

Visto che sfida social cooking

Oggi vi parlo di questo concorso molto particolare, che unisce la passione per la cucina a quella del web. Si tratta del contest “Visto che sfida – social cooking”, promosso da Unilever, a cui si può aderire fino al 30 giugno. In pratica è una gara culinaria divisa in 5 sezioni corrispondenti ad altrettanti settori culinari.
Nelle prime quattro sfide si dovranno incontrare otto blogger famosi per la loro influenza in rete in campo gastronomico, e i temi a loro assegnati sono: 1. Il piacere. Cibo e desiderio: come prendere per la gola un ospite. 2. Le tradizioni. L’Italia e le sue tradizioni a tavola. 3. Tempi flessibili. Hai poco tempo per cucinare ma vuoi stupirei tuoi ospiti? 4. Voglia di esotico. Per chi si sente cittadino del mondo e vuole dimostrarlo attraverso un menu alternativo.
Per la quinta sfida, che ha come argomento “Le delicatessen”, si attende lo sfidante: lo chef Enrico Fiorentini selezionerà il fortunato che dovrà sfidare nientemeno che la famosissima Sandra Salerno, l’autrice del blog “Un tocco di zenzero”. 
Per partecipare e arrivare alla sfida con Sandra, devi andare sul sito www.vistochebuono.it e registrarti.
Dallo stesso sito o dalla pagina facebook http://www.facebook.com/Vistochebuono devi poi caricare un breve video originale che presenta la ricetta oppure un testo corredato dalla fotografia del piatto. Se sarai il fortunato vincitore, oltre a partecipare alla sfida con Sandra, il tuo nome e la tua ricetta saranno pubblicati su una confezione di un prodotto Calvé o Knorr.
Per il secondo posto è previsto l’omaggio di una macchina da cucina Bosh Mum86A1, e per il terzo un workshop con Enrico Fiorentini e un weekend “benessere” per due persone.

domenica 13 maggio 2012

Come fare raccomandate e telegrammi da casa o dall’ufficio

Con il nuovo servizio “Raccomandata online” di Poste italiane, raccomandate, posta prioritaria e telegrammi ora possono eludere le code agli uffici postali ed essere inviati direttamente dal pc di casa o dall’ufficio. Il servizio è disponibile sia per privati che per aziende: basta recarsi sul sito del servizio Raccomandata online ed effettuare la registrazione con i propri dati. Una volta attivato l’account si potranno inserire i dati del destinatario e il testo del messaggio. Il servizio è attivo 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno.

Poste italiane provvederà a stampare su carta, imbustare e consegnare al destinatario la missiva, in sicurezza e nel rispetto della privacy dei dati. La ricevuta dell’invio, valida ai fini legali, sarà mandata da Poste italiane nella casella di posta elettronica “postemail” del mittente. Vi sarà indicato anche un codice  di invio per monitorare la spedizione con servizio “Dovequando”.
Per comporre il testo da inviare si possono scegliere due modalità: o scriverlo direttamente online sul sito di Poste italiane oppure allegando un file memorizzato sul proprio pc registrato nei più comuni formati di testo o anche i pdf e jpg.
Per il pagamento del servizio si può utilizzare il conto online BancoPosta Office, le carte di credito Visa o MasterCard o con carta postepay. Disponibile anche una rubrica online per memorizzare gli indirizzi dei destinatari e la possibilità di invii multipli (lo stesso testo a più destinatari con una sola operazione). Il listino prezzi in vigore dal 15 maggio 2012 è consultabile sul sito.

venerdì 11 maggio 2012

Con Swiss air e Hotelplan vinci le Maldive

Ha mai sognato una vacanza alle Maldive? Allora ecco un concorso semplicissimo che può farti volare verso lo splendido mare di queste isole. Il concorso è organizzato da Swiss air lines e Hotelplan e partecipare è veramente molto facile. Basta cliccare qui ed effettuare la registrazione compilando i dati anagrafici richiesti, poi premere il tasto “invia”.


Tra tutte le schede pervenute entro l’11 luglio 2012, ne sarà estratta una che vincerà un pacchetto vacanza davvero da sogno: un viaggio per due persone comprensivo di biglietti aerei andata/ritorno (partenza da Milano) con destinazione l’Atollo di Ari (Vakarufhali, Repubblica delle Maldive), sette notti in hotel categoria quattro stelle superiore e trattamento di pensione completa comprese le bevande ai pasti. Il valore totale del pacchetto è di 3.600 euro.

lunedì 30 aprile 2012

Con Esselunga e StarZone fai la spesa e ascolti musica

Dall’11 aprile fino al 6 giugno 2012 far la spesa all’Esselunga ti permette di ascoltare musica gratis. Presentando la Carta Fidaty alla cassa riceverai, per ogni 15 euro di spesa e/o 10 punti fragola, una busta contenete 3 carte da gioco e 1 carta download. Su ogni carta da gioco è rappresentato un cantante italiano o internazionale fra i più famosi.


Se ti rechi sul sito www.starzone.it, grazie al codice numerico riportato sul retro della carta download, potrai scaricare un pezzo gratis scegliendo fra 500 mila brani con etichetta Sony music. Se poi sei particolarmente fortunato, puoi trovare una carta speciale per ritirare premi immediati: in palio ci sono oltre 135 mila cd StarZone a scelta tra quattro compilation disponibili, oltre 540 mila carte con 5 download gratuiti e un mese di streaming illimitato da Esselunga Music Store.
Ma c’è di più. Se il saldo delle bustine raccolte che appare sullo scontrino è uguale o superiore a 20, puoi richiedere al punto Fiday 2 biglietti gratuiti per uno dei 14 appuntamenti previsti per il mese di maggio del Tour StarZone. L’elenco della programmazione degli eventi è disponibile sul sito StarZone o presso i punti vendita Esselunga. Gli spettacoli prevedono la presenza di artisti del calibro dei Pooh, Giusy Ferrero, Pierdavide Carone e una giovane promessa di X Factor che si alternerà sul palco. A condurre le serate, il comico genovese di Zelig, Maurizio Lastrico.
Le carte dei 96 artisti che trovi nelle buste possono essere collezionate nell’apposito album oppure nel portacarte da portare con te. Su ogni carta troverai alcune curiosità e informazioni legate all’artista rappresentato, e tre giochi con cui potrai sfidare gli amici: StarZone Music Quiz, Indovina e Canta e Batti la musica. E se ti manca qualche artista, ci sono due appuntamenti speciali nei supermercati Esselunga per scambiare le carte.

martedì 24 aprile 2012

La destinazione del 5 per mille dell’Irpef per il 2012

Quest’anno la scelta sulla destinazione del 5 per mille dell’Irpef si farà fra sei settori, uno in più rispetto a quelli dell’anno scorso. Ad aggiungersi all’elenco saranno le attività preposte alla tutela, alla promozione e alla valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. Ma, a differenza degli altri settori, in cui è possibile indicare il codice fiscale dell’ente che si sceglie, i fondi destinati a preservare siti archeologici, antichi borghi, parchi naturali e coste marine andranno a confluire tutti al ministero per i Beni e le attività culturali. Sarà il ministero, poi a distribuirli per intero fra gli enti più meritevoli ed efficienti.
Ma vediamo fra quali altre categorie è possibile fare la scelta per destinare questa piccola parte di imposte pagate, che complessivamente dovrebbe raggiungere una cifra intorno ai 400 milioni di euro. La raccolta dei fondi attraverso la destinazione di parte dell’Irpef è un’iniziativa partita nel 2006. Negli ultimi quattro anni sono state sempre presenti cinque categorie che operano in settori diversi: volontariato; ricerca universitaria e scientifica; ricerca sanitaria; attività sociali dei comuni; associazioni o società sportive dilettantistiche regolarmente riconosciute al Coni.
Un’associazione o un ente può comparire anche in più categorie (per esempio un ente di ricerca sanitaria che opera nell’ambito della ricerca universitaria).
La scelta della destinazione del 5 per mille non è da confondersi con la scelta dell’8 per mille, che è una cosa a se stante. La destinazione dell’otto per mille è mirata principalmente al sostegno delle varie confessioni religiose, e la scelta avviene fra la Chiesta cattolica, le altre confessioni o lo Stato.
Ogni contribuente potrà scegliere se firmare per entrambe le destinazioni (5 e 8 per mille), una sola o nessuna delle due. Se non viene scelta la destinazione del 5 per mille, i soldi rimangono allo Stato, mentre se non viene scelta la destinazione dell’8 per mille, la cifra viene distribuita fra lo Stato e le varie confessioni religiose in proporzione a quanto espresso dagli altri contribuenti, che negli anni passati è stato in grandissima parte per la Chiesa cattolica.
Secondo i dati più recenti messi a disposizione dall’agenzia delle entrate, nella destinazione del 5 per mille gli italiani privilegiano il settore della ricerca scientifica e universitaria, con pochissimo scarto rispetto alla ricerca sanitaria. Tra gli enti di ricerca maggiormente finanziati al primo posto si è piazzata l’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, che raccoglie fondi sia nella categoria ricerca universitaria e scientifica, sia in quelle ricerca sanitaria e volontariato. Il secondo ente più gettonato per la scelta della destinazione del 5 per mille dell’Iper è l’associazione Medici senza frontiere.

venerdì 20 aprile 2012

In arrivo per i giovani il "patentino dell'amore"

Se pensiamo che la rivoluzione sessuale degli anni ’70 sia servita a rendere consapevoli i giovani di oggi sul tema del sesso, ecco arrivare le statistiche a smentirci nettamente. Contraccezione e salute sessuale sono ancora temi su cui aleggia una fitta e densa nebbia, tanto che l’aumento delle gravidanze indesiderate e delle infezioni genitali ha convinto i medici italiani a stilare una sorta di manuale con le istruzioni basilari per praticare sesso sicuro.
È nato quindi il sito Scegli tu, promosso dalla Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) con l’obiettivo di fornire tutte le informazioni in merito alla contraccezione e alle malattie infettive a trasmissione sessuale, rivolto sia ai giovani che agli educatori e ai genitori.
In primo piano sul sito il “Patentino dell’amore sicuro”, un piccolo manuale (scaricabile anche in .pdf) con allegato test di autovalutazione per verificare il livello di informazione sull’argomento del sesso consapevole.
Tra i giovanissimi, infatti, circolano informazioni e credenze totalmente false riguardo al sesso, come la convinzione che sia impossibile rimanere incinte con rapporti consumati durante il ciclo mestruale o con il sistema del coito interrotto. Senza parlare poi dell’assoluta mancanza di informazione riguardo ai rischi di contrarre malattie infettive e veneree: l’utilizzo del preservativo rimane legato alla prevenzione dell’Hiv, ma non vengono nemmeno presi in considerazioni i rischi di condilomi o infezioni da Chlamydia.
A confermare la cattiva informazione in materia sessuale e contraccettiva, le statistiche parlano per lo scorso anno di un aumento del 4% di casi in cui si è ricorso alla contraccezione d’emergenza, con oltre 350 mila unità vendute. E almeno la metà hanno riguardato ragazze sotto i 20 anni. Perché il sondaggio effettuato dalla Sigo, rileva che il 59% dei giovani si affida al coito interrotto come metodo contraccettivo, ignorando che, se anche l’eiaculazione avviene all’esterno, alcuni spermatozoi possono essere presenti anche nelle secrezioni non seminali. Per proteggersi in maniera efficace dal rischio di una gravidanza indesiderata la pillola contraccettiva rappresenta il sistema più sicuro e oggi ne esistono tipi adatti alle ragazze più giovani, con dosaggi ormonali limitati.
Sempre sul sito, inoltre, la sezione “Parla con il gine”, per scrivere al ginecologo le proprie domande e risolvere qualsiasi dubbio.

venerdì 23 marzo 2012

Diciassette ragazze, tutte amiche e in dolce attesa

In una cittadina del Massachussets, una liceale di diciassette anni rimane incinta. Sedici sue amiche, venuto a saperlo, decidono di fare altrettanto. Qualcosa che ha a che fare, oltre che con l’incoscienza, anche con il valore dell’amicizia, così come è vissuto a quell’età: stare insieme, fare tutto insieme e vivere le stesse esperienze, sentirsi libere di scegliere. Il fatto, accaduto qualche anno fa, ha ispirato un romanzo di Vanessa Schneider e un film alle sorelle Delphine e Muriel Coulin, che lo hanno ambientato in una piccola cittadina francese. La pellicola è uscita nei cinematografi italiani il 23 marzo col titolo “17 ragazze”. Secondo regista e protagonista, il film vuole sottolineare proprio questo: l’importanza che nei giovani assume il patto d’amicizia e il sentimento di ribellione, che spinge anche a follie collettive in nome della rivendicazione della propria libertà e autonomia.
Ma proprio perché il film esprime il disagio e la solitudine degli adolescenti, spesso amplificato dall’assenza dei genitori, che la censura ha deciso di evitare che venga visto proprio dai più giovani, rendendolo vietato, dopo una lunga discussione sul grado del divieto, ai minori di 14 anni. La motivazione (di facciata) sarebbe una scena in cui compare uno spinello, ma in realtà la discussione della commissione si sarebbe incentrata sul timore dell’emulazione, tipica dei giovani, e quindi il rischio che il film possa diventare una sorta di istigazione alla gravidanza.

giovedì 1 marzo 2012

L’importanza dei centri sportivi nella vita sociale

Che lo sport faccia bene a livello fisico è cosa risaputa. Basti pensare ai giovani che devono sviluppare la massa muscolare e stare molto all’aria aperta per  favorire l’azione della vitamina D che fissa il calcio nelle ossa. Ma fare sport è fondamentale anche per lo sviluppo psichico. L’attività sportiva richiede infatti disciplina, spirito di collaborazione, controllo delle pulsioni, rispetto. Tutte funzioni importanti per lo sviluppo di una personalità equilibrata. E oltretutto lo sport è fondamentale per la coordinazione psico-motoria, l’orientamento spazio-temporale, la lateralizzazione, lo sviluppo dello schema corporeo. I bambini che iniziano a fare sport sono per necessità stimolati a sviluppare il senso dei propri movimenti nello spazio e nel tempo per stabilire, per esempio, quando e dove rimbalzerà la palla, quali movimenti sono necessari per colpirla e mandarla in una certa direzione e con una certa profondità. Ma la funzione dello sport è fondamentale, abbiamo detto, anche per lo sviluppo di una personalità equilibrata. Praticare sport significa soprattutto sviluppare un sano senso della competizione, significa avere a disposizione un mezzo in più per canalizzare in modo positivo la rabbia e l’aggressività, significa imparare a dominare alcune pulsioni, a rispettare i turni degli altri, a gestire il protagonismo, a rispettare l’avversario.
I centri sportivi non rappresentano solo un’occasione per fare sport, essi si inseriscono nella realtà cittadina o di quartiere come veri e propri “oratori laici”, punti di riferimento per tutta la cittadinanza, strutture dove è possibile socializzare, condividere, partecipare. Perché intorno all’attività sportiva ruotano milioni di occasioni di coinvolgimento della popolazione attiva. Nelle piccole comunità, gli eventi organizzati dai centri sportivi sono una parte fondamentale della vita pubblica di tutti: i tornei dei ragazzi, i saggi di fine corso, le gite, i tornei di carte, le manifestazioni culturali: ogni fascia di età e di ceto sociale può frequentare un centro sportivo e trovare la propria “seconda casa”, il luogo ideale dove passare il tempo libero, il posto dove c’è sempre qualcuno che conosci per “fare quattro chiacchiere”. 

martedì 28 febbraio 2012

Ancora polemiche sull’assegno alimentare

Ha scatenato una vera bufera la provocazione lanciata dalla giornalista Chiara Maffoletti del Corriere della Sera sul blog Ventisettesima ora. L’argomento è alquanto delicato e decisamente all’ordine del giorno: l’assegno di mantenimento dovuto al coniuge in caso di separazione.
La giornalista parte da un punto di vista decisamente insolito, domandandosi se sia giusto che giovani donne senza figli in grado di lavorare debbano farsi mantenere per tutta la vita dall’ex marito. Già il titolo è una sentenza: “Mi vergogno delle donne (giovani) senza figli che chiedono il mantenimento all’ex”. E nel sommario non si lesina sulla durezza delle parole: “Perché far maledire a qualcuno il giorno in cui ha deciso di sposarci perché costretto ora a mantenerci quando siamo giovani abbastanza per farlo da sole?”
La giornalista vuole fare leva sul senso di orgoglio delle donne chiedendo se non sarebbe da considerarsi più dignitosa e moderna la scelta operata da alcune giovani che hanno rinunciato all’assegno alimentare e hanno deciso di farcela da sole con le proprie forze, di non voler assolutamente diventare “una tassa per il loro ex”.
È chiaro, sottolinea poi la giornalista, che va distinto il caso delle coppie anche senza figli in cui le donne sono state per una vita intera a fianco dei loro mariti senza lavorare: una scelta condivisa e consapevole che non deve penalizzare la donna costringendola a entrare nel mercato del lavoro a 40/45 anni, cosa che, anche se non impossibile, è decisamente molto, molto difficile. La provocazione è piuttosto diretta alle giovani donne, anche di 25/30 anni che con il divorzio diventano “l’incubo dell’ex marito”.
L’articolo ha scatenato delle reazioni che forse nemmeno la giornalista si aspettava: 216 commenti e centinaia di condivisioni sui social network. Tanto che sul supplemento del Corriere della Sera “Io donna” del 25 febbraio l’argomento è stato ripreso e anche arricchito di pareri legali. Sono sempre più, infatti, gli orientamenti dei tribunali a propendere per l’idea che se un coniuge è abile al lavoro deve adoperarsi per trovarlo entro un tempo ragionevole, visto l’aumento considerevole di casi di uomini che finiscono sul lastrico per le spese che sono tenuti a sostenere in caso di separazione (nuova abitazione, assegno alimentare ecc.). Ma sempre più spesso la rivendicazione delle donne all’assegno alimentare è alimentata dal rancore per la causa della separazione: il tradimento del coniuge.
Per dire la vostra: twitter @ChiaraMaff